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L'Hurrà di AstroSamantha dopo la partenza del razzo

Gioele Caccia
Nasa, razzo Facon 9
Nasa, razzo Facon 9

Domani l'attracco in orbita del cargo spaziale che trasporta il pletismografo prodotto a Ferrara. Parlano i ricercatori Zamboni e Taibi.
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«Ten, nine...». Il conto alla rovescia, nella base Nasa di Cape Canaveral, è cominciato ieri pochi minuti prima delle 11. Alle 10.47 italiane il razzo Falcon 9, della Space X, equipaggiato con la capsula ‘Dragon’, ha acceso i motori ed è decollato per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale (Iss), dove l’attendono domani per l'aggancio l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti e i colleghi della missione ‘Futura 42’. Il cargo trasporta due tonnellate di alimenti, forniture e attrezzature per l’equipaggio della stazione orbitante, tra cui «il pletismografo realizzato da ricercatori ferraresi, completo delle sue parti elettroniche e delle schede di memoria», spiegava ieri il prof. Paolo Zamboni (Unife), responsabile scientifico del protocollo ‘Drain Brain’, ideato e pianificato nei dipartimenti di Medicina e Fisica di Ferrara.

I test coinvolgeranno in prima persona l’astronauta italiana, che ieri ha salutato la partenza del ‘Dragon’ con un festoso tweet ("Hurrà! Un Dragon verrà a farci visita portandoci dei doni") che ha fatto il giro del mondo (il suo account su Twitter è @AstroSamantha) . Il pletismografo è uno strumento diagnostico che misura la variazione del flusso venoso. I ricercatori del Dipartimento di Fisica, che hanno collaborato con i colleghi dell’Infn e con Zamboni, hanno modificato lo strumento, poi validato sotto il profilo della sicurezza e dell’affidabilità scientifica dagli esperti della Nasa, affinchè possa essere utilizzato nello spazio. Il team dei fisici ferraresi è guidato dal prof. Angelo Taibi (project manager). «Quello che abbiamo fatto con una disponibilità limitata di risorse e di tempo è stato quasi miracoloso», ha dichiarato ieri. Il resto dell'equipaggiamento predisposto a Ferrara (un ecodoppler) si trovava sulla stazione internazionale. Samantha Cristoforetti «aveva già eseguito alcuni esperimenti prima di Natale», ricordano Zamboni e Taibi.

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Il pletismografo partito dalla base della Florida «è totalmente nuovo e riqualificato dalla Nasa. Taibi - ricorda Zamboni - si era recato a Houston con un secondo strumento prima di Natale per poterlo collaudare e spedire a Samantha con il razzo partito oggi (ieri, ndr) dalla Florida». Il primo dispositivo avrebbe dovuto decollare il 28 ottobre scorso da una base della Virginia, ma il razzo Cygnus della Orbital Sciences era esploso al momento dell’avvio. ‘Drain Brain’ è stato approvato dalla Nasa e dall'Asi, l’Agenzia spaziale italiana. Proprio grazie ai contatti stabiliti da Zamboni con l’Asi e ad un bando il progetto, «completamente gestito da Unife», è arrivato sui tavoli della Nasa, spiega il prof. Taibi. «Il pletismografo - precisa Zamboni - è in grado di registrare il movimento del sangue che dal cervello si muove verso il cuore di Samantha in assenza di gravità. Una sperimentazione mai eseguita prima».

Saranno almeno tre i test, aggiunge Taibi, che «coinvolgeranno direttamente Samantha Cristoforetti. L’astronauta applicherà il dispositivo sul collo, alle gambe e alle braccia. Prima della partenza abbiamo eseguito con lei alcuni test di prova nella sede dell’Esa, a Colonia. Quando Samantha, che si è resa disponibilissima a collaborare con i ricercatori di Ferrara, è entrata nell’Iss abbiamo effettuato un primo esperimento con l’ecodoppler per ricavare un dato di base, poi aggiornato. Nei prossimi mesi potremo incrociare questi risultati con quelli registrati attraverso il pletismografo. Lo scopo è di contribuire a migliorare le conoscenze sulla Ccsvi (patologia individuata e descritta da Zamboni, ndr) ma anche sulla fisiologia degli astronauti (tra i ricercatori estensi c’è il cronobiologo Roberto Manfredini, ndr) per capire se il flusso venoso è correlato ad alcuni disturbi legati alla lunga permanenza nello spazio».
 

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