la domenica e la visione di negri
Di fronte e dentro questo paesaggio inedito come si colloca il pastore della Chiesa di Ferrara-Comacchio? Non è una domanda provinciale, tendenziosa o viziata, perché monsignor Luigi Negri è una voce...
Di fronte e dentro questo paesaggio inedito come si colloca il pastore della Chiesa di Ferrara-Comacchio? Non è una domanda provinciale, tendenziosa o viziata, perché monsignor Luigi Negri è una voce molto attesa e rispettata. Formato da don Luigi Giussani è stato fra i fondatori di Comunione e Liberazione, è un arcivescovo intransigente ligio alla tradizione (“che si rinnova”, ha precisato prima di Natale in un’intervista rilasciata alla Nuova); non ha peli sulla lingua quando si tratta di tuonare contro il “supermercato della vita”, l'islam alle porte e la scristianizzazione dell’Occidente, contro la movida sotto le sue finestre, il “pansessualismo” che pervade le nuove generazioni, contro il comunismo che sotto sotto ancora permeerebbe l’Emilia. Terra irredenta che lui, monsignor Negri, sotto l’albero di Natale ha definito con la stessa sentenza carbonizzante del cardinale di Bologna, Giacomo Biffi, nel lontanissimo 1985: “Sazia e disperata”.
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