Rimossi dal Burana pannelli assorbenti e barriere anti nafta
BONDENO. A quasi un mese dallo sversamento nel canale di Burana di alcuni quintali di idrocarburi, si va alla stima dei danni e si è proceduto ieri mattina alla risoluzione definitiva del problema,...
BONDENO. A quasi un mese dallo sversamento nel canale di Burana di alcuni quintali di idrocarburi, si va alla stima dei danni e si è proceduto ieri mattina alla risoluzione definitiva del problema, con la rimozione delle protezioni e dei pannicoli intrisi di carburante, che andranno in seguito smaltiti come rifiuto speciale. L'episodio risale al 13 dicembre scorso, quando alcuni quintali di gasolio, fuoriusciti da una cisterna dell'azienda agricola Galavotti di San Giovanni del Dosso, nel Mantovano, a seguito di un maldestro furto di carburante, si riversarono nella rete dei canali e da qui nel Burana. «La situazione ha avuto una sua naturale evoluzione - aggiorna il comandante del Corpo intercomunale di polizia municipale, Stefano Ansaloni - perché, dopo alcune settimane, i pannicoli (forniti dalla Protezione civile, e poi disposti dai vigili del fuoco volontari matildei; ndr) avevano ormai assorbito la stragrande maggioranza della chiazza oleosa che si era formata sotto Ponte Rana, nel canale di Burana. Il Consorzio di Bonifica ha richiesto che pannicoli e protezione fossero rimossi per ragioni di sicurezza idraulica, e così è stato: ora - continua Ansaloni - il materiale raccolto dal canale è stato stabulato provvisoriamente nei magazzini comunali, e verrà successivamente smaltito come rifiuto speciale».
Gli enti coinvolti avevano ricevuto da Arpa le informazioni necessarie per il procedimento, dopo che si era ipotizzato un incontro in prefettura con tutte le parti, per una stima dei danni (non sarà facile stimare i costi ambientali, anche se il grosso del gasolio è stato recuperato). La superficie del canale di Burana, in quel tratto, era completamente ricoperta, dal ristagno oleoso e dai canneti intrisi di combustibile. Ieri, i vigili del fuoco volontari matildei hanno operato con il gommone e in assetto anfibio, per rimuovere le protezioni, mentre i carabinieri del Mantovano continuano la caccia ai responsabili, sui quali potrebbe gravare anche una denuncia per danno ambientale colposo. (mi.pe.).
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