«Sarà boom dei senza casa se non cambiano le regole»
Allarme del Sunia: micidiale mix tra mancato blocco degli sfratti e norme locali Niente aiuti a chi ha firmato contratti troppo onerosi. Proprietari disincentivati
FERRARA. Sarà un anno molto difficile per i ferraresi in difficoltà con la casa. «È facile prevedere che, se non cambieranno le cose, le persone in emergenza abitativa aumenteranno in maniera consistente nel corso del 2015» lancia l’allarme Galileo Goretti, segretario del sindacato Sunia. Sarà il risultato del mix tra misure nazionali, come la mancata proroga del blocco degli sfratti a partire dall’1 gennaio («ma non si può sempre chiedere ai piccoli proprietari di farsi carico di problemi sociali» riconosce Goretti), e le novità sulle normative che regolano aiuti e agevolazioni a livello locale. Su questi ultimi aspetti si concentrano le attenzioni e le critiche degli inquilini, che mirano a modificare i regolamenti comunali.
«Le misure introdotte nella primavera scorsa per scoraggiare i furbetti, molti dei quali extracomunitari, a prendere in affitto locali al di sopra delle loro possibilità economiche, farsi sfrattare e guadagnarsi così una casa popolare, ora rendono difficile aiutare anche le famiglie oneste» è la tesi di Goretti. Andrebbe cambiata, in particolare, la «retroattività della regola che attribuisce l’assistenza solo agli sfrattati che al momento della firma del contratto avevano un’incidenza non superiore al 30% del canone sul reddito misurato con l’Isee. Chi ha firmato anni fa non pensava proprio a questo problema, possono essere tagliati fuori molti nuclei familiari in buona fede». Riduce ulteriormente la platea dei potenziali aiuti l’applicazione della norma anche agli sfrattati per fine locazione, «non c’entrano nulla con il reddito, vanno esentati» è la valutazione di Goretti.
C’è infine la questione dei requisiti per l’accesso al fondo regionale per morosità inconsapevole, 148.711 euro nel 2014 “girati” al Comune: le regole determinate in Regione prevedono infatti che, per far ottenere all’inquilino il contributo all’affitto, il proprietario debba impegnarsi a non eseguire lo sfratto, già in esecuzione, per i successivi sei mesi. «È una condizione inaccettabile per la maggioranza dei proprietari, solo le spese legali si “mangiano” il contributo, e il fondo resta così poco sfruttato - conclude Goretti - I soldi messi a disposizione direttamente dal Comune, invece, erano distribuiti molto più assennatamente, e infatti vengono subito esauriti». (s.c.)
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