Case in affitto, a Ferrara tassazione tra le più alte
Imposte e spese al 63%, peggio solo in sette città italiane: e i rendimenti si deprimono. Meglio con la cedolare secca
FERRARA
Ferrara è una delle città meno convenienti d'Italia per i proprietari di abitazioni da affittare. Il peso del fisco, unito ai canoni poco entusiasmanti che si riesce a spuntare, la spingono in coda tra i capoluoghi di provincia italiani, anche se affittando con la cedolare secca l'handicap territoriale si attenua un pochino. E' quanto emerge da un'indagine del Sole 24 Ore su dati Nomisma, Agenzia entrate e Caf Acli. In regime ordinario il prelievo complessivo, che tiene conto di imposte e spese, arriva addirittura al 63% (peggio va solo ai proprietari di Alessandria, Bari, Padova, Pordenone, Torino, Verona e Viterbo), con un ritorno sul capitale investito di appena 1,56% (1,78% è la media nazionale, considerata discreta dagli esperti). Il tutto tenendo conto di un canone di 2.724 euro, di parecchio inferiore alla media nazionale che è di 3.572 euro, ma che comunque pone Ferrara al di fuori degli ultimi 17 posti della graduatoria: il peso maggiore della scarsa remunerazione sembra quindi ricadere sulla tassazione locale.
Meglio applicare la cedolare, in ogni caso, visto che in questo caso il canone netto sale a 4.086 euro con una tassazione al 45% ed un ritorno sul capitale del 2,34%, un po' più vicino alla media nazionale del 2,61%. Con questi numeri, però, non è difficile capire perché il mercato immobiliare ferrarese è tanto depresso.
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