Da Ferrara un «dono» per AstroSamantha
Oggi l’attracco in orbita della cargo che trasporta il dispositivo realizzato da docenti Unife.
L'hurrà di AstroSamantha alla partenza del razzo
Le «congratulazioni» per il lancio e un «hurrà» per i «doni» inviati dalla Terra. Dalla Stazione spaziale internazionale (Iss) l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti (AstroSamantha su Twitter) ha deciso di commentare con un paio di festosi conguettii il decollo del modulo partito sabato dalla base Nasa di Cape Canaveral, in Florida, che trasporta un paio di tonnellate di rifornimenti per l’equipaggio in orbita a 400 km dalla Terra.
Tra gli alimenti e le attrezzature sollevati dal razzo Falcon 9 c’è anche il dispositivo, un misuratore di flusso venoso (pletismografo) modificato da un team di ricercatori dell’Università di Ferrara guidati dal medico Paolo Zamboni e dal fisico Angelo Taibi, di cui fa parte il cronobiologo Roberto Manfredini. Per questa mattina alle 10.30 è stato fissato il collegamento video per l’attracco del cargo ‘Dragon’ (così si chiama la navicella commerciale) all’Iss che sarà trasmesso in diretta da Nasa Tv (http://www.nasa.gov/multimedia/nasatv/#.VLK3cMkYNxU). Ad accogliere lo sbarco del materiale saranno gli astronauti dell’Iss, tra cui Samantha Cristoforetti, che nei prossimi giorni si sottoporrà ad un primo esperimento dei tre programmati nella missione ‘Futura 42’ (altri due sono classificati in riserva, come spiega il professor Angelo Taibi) durante i quali sarà utilizzato il pletismografo adattato per lo spazio dai ricercatori di Unife.
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Il dispositivo misura il flusso venoso di ritorno verso il cuore in condizioni di microgravità (cioè di gravità prossima allo zero) e sarà indossato dall’astronauta italiana che si è sottoposta nei mesi scorsi a test preliminari nella sede dell’Esa (Agenzia spaziale europea), a Colonia. L’idea è di incrociare l’esito di questi test con i tracciati ricavati attraverso l’uso di un ecodoppler già presente all’interno dell’Iss, sempre inviato dal pool ferrarese e già utilizzato da Samantha Cristoforetti. Scopo del protocollo, denominato ‘Drain Brain’, è di ricavare informazioni utili - oltre che su una patologia, la Ccsvi, individuata e descritta dal professor Paolo Zamboni - sulla correlazione tra il ritorno venoso in condizioni di gravità quasi nulla e alcuni disturbi che affliggono gli astronauti impegnati nei lunghi voli spaziali (ritenzione idrica, mal di testa etc.).
L’esperimento ideato e organizzato da Unife fa parte di un pacchetto che comprende una decina di test scientifici, alcuni dei quali di stretta pertinenza medica. I tre esperimenti ‘ferraresi’ programmati nella missione saranno realizzati entro la scadenza di ‘Futura 42’, cioè entro maggio 2015.(gi.ca.)
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