Domenica 'in casa' per l’uomo investito due volte in 48 ore
L'uomo è stato dimesso, ha riportato danni ad un piede e a una spalla che si sono aggiunti alle lesioni dell'incidente precedente
«Salvatore è qui in casa. No, oggi non lo faccio uscire...». Cerca di sdrammatizzare con una battuta la moglie di Salvatore Greco, Silvana, che sabato è stata testimone dell’incidente in cui è rimasto ferito il marito (per la seconda volta in due giorni) davanti alla Despar di corso Porta Reno. L’uomo, 44 anni, ha passato la domenica in casa dopo essere rientrato l’altro ieri dall’ospedale di Cona con una prognosi di 14 giorni. Salvatore Greco è ancora dolorante, «porta una cavigliera e ha male a una spalla», spiega la moglie. Danni fisici che si sono aggiunti alle costole rotte, al tutore applicato su una gamba, «alle vertigini e alla nausea» che - ricorda ancora la moglie - ha ereditato dall’incidente di giovedì scorso quando, sempre in corso Porta Reno ma all’altezza dell’incrocio con via Ripagrande, era stato investito da un camioncino mentre prestava soccorso ad un ciclista scivolato sulle strisce pedonali. «Sabato - racconta Silvana, operatrice ecologica - pensavo che fosse finito sotto l’autobus anche mio figlio di 7 anni, che era assieme al papà». Greco ha raccontato che stava cercando di richiamare l’attenzione di un conducente di bus della linea 11 che passando avrebbe rotto lo specchietto e rigato la fiancata della sua auto. Mentre cercava di salire sul bus che stava ripartendo dopo aver fatto scendere i passeggeri sarebbe rimasto incastrato nella porta ed è caduto. L’autista ha dichiarato di non essersi accorto del danno all’auto e di aver cercato di fermare subito l’autobus che stava ripartendo, ma il mezzo a causa del comando già dato si sarebbe arrestato solo pochi metri dopo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
