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prezzi bassi ed effetto crisi

Auto in garage: affari magri per i benzinai

Auto in garage: affari magri per i benzinai

Rosati (Faib-Confesercenti): il settore è senza regole, molti gestori non se la passano bene

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La crisi dei consumi si avverte anche per ciò che riguarda l’auto, nel senso che si tende a lasciarla in garage il più possibile nel tentativo di risparmiare. Il fenomeno non passa certamente inosservato alle pompe di benzina, peraltro in tempi di prezzi in forte calo, come messo in luce da una nostra inchiesta pubblicata ieri.

«I gestori non se la passano bene – conferma Michele Rosati, segretario provinciale di Faib-Confesercenti -, il calo dei consumi sembra essere inarrestabile. Parliamo di un settore che non ha più regole, dove da anni si parla di novità importanti e poi non succede nulla. Tanto il governo incassa le accise comunque. Va detto che anche le compagnie petrolifere, vista la diminuzione netta del prezzo del greggio, hanno grossi problemi. Ma i gestori sono fuori dai giri che contano».

A soffrire maggiormente sono quei tipi di impianti, soprattutto quelli piccoli, che subiscono la forte concorrenza dei “pesci” più grossi. “Se vicino alla tua zona hai le pompe della grande distribuzione o quelle “bianche”, dei privati che si convenzionano con le compagnie, è difficile dare da mangiare a una famiglia, come avveniva un tempo. Ma la verità è che i punti vendita sono un’enormità, pensi solo alle vie Comacchio, Ravenna, Bologna e Modena», sostiene Rosati.

Da almeno cinque anni i benzinai di Confesercenti chiedono una ristrutturazione della rete, con una diminuzione di impianti che dai 23-24mila attualmente esistenti a livello nazionale passi a 16-17mila. Tuttavia non si è ancora passati ai fatti in questa direzione.

«Le chiusure sono ancora pochissime – dice Rosati -, nonostante diversi impianti non abbiano ragione di esistere, anche dal punto di vista economico: sotto un milione di litri venduti l’anno non ci si guadagna. Poi si è scelto di portare il self service dentro alle città, quando in un primo momento dovevano rimanere nelle zone difficilmente accessibili”. Oltre al punto Agip di via Ferraresi, potrebbe chiudere prossimamente chiudere i battenti quello di via Wagner, di fronte al Centro artigianale San Giorgio. “L’Eni sembra voglia dare l’esempio nel ristrutturare la sua rete di distribuzione”, segnala il dirigente della Confesercenti. Scarsa anche la possibilità di fare profitti con le attività extra-benzina: “I tabacchi – spiega Rosati – ce li hanno bloccati più volte, lo stesso i giornali. Fare il cambio dell’olio non conviene più e già diversi gestori non offrono più questo servizio ai clienti: le regole per lo smaltimento sono molto rigide e i costi molto alti. Pure i lavaggi sono calati”.

Fabio Terminali

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