Bondeno, ordinanza per contrastare il problema nutrie
BONDENO. Un’ordinanza per venire incontro alle esigenze delle autorità competenti sulla sicurezza idraulica, per limitare la diffusione di nutrie sul territorio. L’ha firmata Alan Fabbri, come ultimo...
BONDENO. Un’ordinanza per venire incontro alle esigenze delle autorità competenti sulla sicurezza idraulica, per limitare la diffusione di nutrie sul territorio. L’ha firmata Alan Fabbri, come ultimo atto da sindaco del Comune di Bondeno. Perché la diffusione della nutria sul territorio è un problema serio, che si rileva nel territorio matildeo e non solo.
Un animale che le normative considerano una specie nociva e infestante, con la competenza del suo contenimento passata dalle province ai comuni. Il roditore non ha nemici naturali nell’habitat ferrarese, ed ogni femmina è in grado di dare alla luce fino a 13 cuccioli. Soprattutto, le nutrie, che si trovano lungo i corsi d’acqua, hanno l’abitudine di scavare le tane anche nelle arginature dei fiumi (così come tassi, volpi e istrici).
Un grosso problema per un territorio ferrarese che, per il 40%, è posto sotto il livello del mare. Per questo motivo, al di là dei normali piani di contenimento dell’espansione di questa specie, l’ordinanza prevede una straordinaria riduzione del numero di nutrie. «Gli enti preposti alla vigilanza e manutenzione delle arginature (consorzi di bonifica, servizi tecnici di bacino, Aipo) - osserva il comandante del Corpo intercomunale di polizia municipale, Stefano Ansaloni, che coordina anche la Protezione civile dell’Alto Ferrarese - hanno più volte segnalato come si siano resi necessari interventi tecnici, anche in via d’urgenza, per riparare le falle causate dalle gallerie scavate da questi animali. Rischiando, diverse volte, incidenti di una certa rilevanza».
Secondo il rapporto della Commissione tecnico-scientifica incaricata di indagare sul collasso dell’argine del fiume Secchia, il 19 gennaio dello scorso anno, appare “verosimile” una corresponsabilità delle tane di questi animali nello smottamento. Il reticolato di gallerie creato dai roditori è situato spesso in prossimità di strade e costituisce, perciò, un fattore di rischio. La Regione, negli anni passati, in collaborazione con le province, ha garantito una regolare azione di contenimento e le misure adottate si sono dimostrate efficaci, ma in particolari momenti dell’anno la forte diffusione della nutria è fonte di preoccupazione.
L’ordinanza in questione (numero 384) indica che il controllo delle nutrie sia effettuato vietando l’uso di veleni rodenticidi; utilizzando, invece, apposite gabbie trappola, od abbattendo le nutrie, da parte di cacciatori, agricoltori, volontari di associazioni venatorie, o soggetti abilitati della Provincia. «Anche i cittadini minacciati personalmente o nei propri beni - recita l’ordinanza - potranno abbattere le nutrie, senza armi da fuoco e senza procurare inutili sofferenze agli animali. Rispettando le vigenti leggi, in merito allo smaltimento delle carcasse».
Mirco Peccenini
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