«Ha scritto la nostra storia Resterà nella memoria»
COMACCHIO. Per tutta la durata dei funerali di Antonio Bruno Feletti, il 62enne comacchiese da tutti conosciuto per la sua scoperta della “Fortuna Maris”, la nave romana rinvenuta nel 1981 a Valle...
COMACCHIO. Per tutta la durata dei funerali di Antonio Bruno Feletti, il 62enne comacchiese da tutti conosciuto per la sua scoperta della “Fortuna Maris”, la nave romana rinvenuta nel 1981 a Valle Ponti, la figlia Fabiola ha vegliato in piedi la bara. La funzione funebre è stata co-celebrata in duomo ieri pomeriggio da don Giancarlo, don Ruggero, don Stefano e don Matteo, vice-parroco del duomo, il quale nella sua sentita omelia, ha ricordato come «c’è difficoltà nel dolore a comprendere parole di consolazione, ma abbiamo fede nell’infinita misericordia di Dio, che ci accoglie tutti e che ora vive il lutto insieme a noi appoggiando la sua mano paterna, fortificante e incoraggiante su di noi». Don Matteo ha aggiunto che non sapeva come aiutare Aronne dopo aver appreso della morte del padre, ma «posso starti accanto con la preghiera», ha precisato. Il gruppo dei ragazzi della parrocchia, di cui fanno parte i figli di Feletti Aronne e Fabiola, definito da Don Matteo come «un pezzo della storia del paese che se ne va, un uomo che amava l’archeologia, uno scopritore», hanno accompagnato la messa con le loro voci e le loro chitarre. «Bisognava conoscerlo per giudicarlo – ha detto di lui sul sagrato del duomo l’amico di sempre Nando Folegatti – perché era un ragazzo d’oro, un comacchiese all’antica, affabile, ironico, a volte pungente, ma con un grande amore per la storia del suo paese». «Pochi giorni prima che morisse, -aggiunge Folegatti – ci siamo incontrati sotto la loggia del Grano per fare quattro chiacchiere e mi ha ripetuto che ci sono altre navi da scavare». Feletti, deceduto mercoledì scorso mentre era ricoverato all’ospedale del Delta, ha portato con sé la sua passione per l’archeologia e le conoscenze delle quali era depositario, senza mai rivelarle a nessuno. «Abbiamo ricevuto tanti telegrammi e condoglianze, oltre che dal Comune – rivela la nuora Serena - anche da parte di tanta gente che è venuta a casa nostra, in segno di partecipazione al lutto. Mio suocero era una persona ben voluta e rispettata da tutti». Anche sul gruppo Facebook “Comacchio Felix”, fondato proprio da Feletti sono stati inseriti tanti post di cordoglio, come quello del Gruppo archeologico ferrarese o come quello di compaesani come Gino Simoni, che scrive «ci mancherà la tua bontà e il tuo sguardo intenso, un po’ triste e un po’ guascone». Tra i parenti e gli amici mancava, per problemi di salute, il fratello Gaetano, da anni residente nel bolognese. La salma è stata poi tumulata nel locale cimitero di Valle isola. (k.r.)
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