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«Il Pd riallacci i rapporti col sindacato»

«Il Pd riallacci i rapporti col sindacato»

Congresso e Area vasta. Marchi sferza il suo partito: «Più che di nomi discutiamo di sanità, lavoro e nuove povertà»

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Sull’Area vasta nel Pd e in Fi vi sono persone che la pensano quasi alla stessa maniera: è il caso del consigliere comunale di Paola Peruffo (Fi) consigliere comunale di Fi, e di Andrea Marchi, sindaco Pd di Ostellato. Per entrambi ragionare di alleanze territoriali non ha senso se prima la classe dirigente ferrarese non ha bene chiaro in testa cosa vuole fare. La Peruffo sulla Nuova di ieri interpellava la politica ferrarese in particolare sulla questione della sanità per sollecitare un salto di qualità: per l’esponente di Fi l’ingresso in una futura area vasta non deve basarsi sul calcolo delle convenienze; niente cappello in mano ma idee, proposte e soluzioni sulla riorganizzazione di ospedali, case della salute, medicine di gruppo, ruolo della facoltà di Medicina.

Il sindaco Marchi fa oggi un discorso analogo e si rivolge al suo Pd che nelle prossime settimane andrà al congresso provinciale e dovrà scegliere il successore di Paolo Calvano: «Abbiamo la possibilità, con il congresso, di discutere e di ragionare sul ruolo del Pd a Ferrara e Provincia e soprattutto sui temi tanto importanti quanto pratici di cui questo territorio ha assoluto bisogno. Fra questi certamente l'Area Vasta, che non significa semplicemente stare con Bologna o Ravenna, quasi fosse una scelta di simpatia. Piuttosto, significa strategie di ampio respiro, misure ed azioni per legare il nostro "pezzo" di Emilia Romagna ad un'idea ed a un percorso».

Marchi sembra quasi raccogliere l’appello della Peruffo quando afferma che «occorre parlare di sanità ed organizzazione socio-sanitaria con la consapevolezza di pregi e limiti della nostra provincia, con un occhio ad una demografia che ci ricorda che l'età dei cittadini avanza ed insieme con loro, la necessità di servizi all'uopo individuati. Dobbiamo parlare con concretezza di come far fronte a situazioni legate al bisogno ed all'indigenza che anche nelle nostre comunità si stanno palesando con prepotenza».

L’altra questione fondamentale è il lavoro. E qui per Marchi la linea renziana di antagonismo verso i sindacati va corretta: «Occorre riavviare un'importante fase di rapporti con le parti sociali e con il Sindacato in modo particolare, in quanto i problemi, le difficoltà, le sfide che coinvolgono le comunità non possono essere affrontate senza l'apporto e il confronto con chi ha la rappresentanza almeno di una parte del mondo del lavoro». Il nuovo segretario e il nuovo gruppo dirigente su questo punto sono chiamati a cambiare registro, perché - dice Marchi - «un partito come il nostro deve avere il coraggio e la sensibilità di riprendere la conoscenza del territorio, dei nuovi problemi che la crisi e la contingenza ci propongono. Abbiamo costruito con i cittadini, attraverso le esperienze di governo locale e con l'autorevolezza degli amministratori, un rapporto di fiducia forte e consolidato che ha portato a risultati importanti e ad altrettanto riconoscimenti, anche elettorali, delle azioni amministrative poste in essere. Dobbiamo avere quindi la forza ditrasferire nel Pd queste caratteristiche di concretezza». (m.p.)

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