«Un destino crudele lo ha portato via»
Copparo, il sindaco Rossi ricorda il cugino morto sabato sera La salma del medico trasportata a Ferrara per l’autopsia
COPPARO. Sono in tanti a sfogliare l’album dei ricordi dopo la terribile tragedia che è costata la vita a Luciano Marangoni, il medico copparese deceduto sabato sera rimanendo intrappolato nella sua automobile finita nel canale Naviglio a pochi metri dalla sua abitazione. Nell’attesa dei funerali che si dovrebbero svolgere non prima di giovedì in quanto ieri la salma è stata trasportata dalla camera mortuaria di Copparo all’istituto di medicina legale di Ferrara dove sarà sottoposta ad autopsia per cercare di stabilire le cause del decesso, si susseguono i ricordi. «Era mio cugino - afferma Nicola Rossi, sindaco di Copparo - una persona disponibile e un medico attento. Purtroppo i suoi problemi di salute e la vita complicata che ha vissuto lo hanno segnato. Un destino crudele finito nel peggiore dei modi lo ha portato via. Rimarrà la stima nei confronti della persona ed il rispetto per un grande professionista».
«L’ho conosciuto quando giocava a pallavolo nella formazione di Jolanda di Savoia di cui ero il presidente tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta - osserva Gianpietro Sivieri, collega di Marangoni ed ex sindaco di Jolanda - era un bravissimo alzatore. Poi subentrò come medico di base al dottor Droghetti che era andato in pensione. Ha esercitato la professione qui in paese per oltre 25 anni oltre che ad essere il medico della squadra di calcio Real Savoia. I rapporti tra di noi erano buoni. Ha avuto vicissitudini che lo hanno segnato molto, poi la malattia (aveva il diabete ndr.) lo ha segnato molto. L’avevo visto un mese fa in quanto dovevo parlare di questioni legate all’attività medica».
«La morte di Marangoni mi ha colpito per due motivi - dichiara Valerio Casalicchio, sindaco di Jolanda dal 1999 al 2009 - intanto come è accaduta questa tragedia davanti a casa sua e poi per il fatto che la famiglia era già stata duramente colpita in seguito all’incidente stradale dove avevo perduto la vita un figlio di Marangoni. Ho avuto a che fare con lui quando venne sperimentato con l’Usl un nuovo modello di organizzazione. Era un punto fermo importante per la comunità jolandina. Il fabbricato dove svolgeva la sua attività e che ospitava la vecchia sede dell’Usl l’aveva acquistato e ricordo che in varie occasioni ci siamo visti per parlare di questa cosa. Ricordo anche quando Marangoni e l’altro suo collga, il dottor Sivieri, sindaco per tanti anni a Jolanda, vennero premiati durante un consiglio comunale proprio per la loro attività». (m.bar.)
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