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udienza dal gip

Amianto, è scontro dal giudice

La famiglia: no all’archiviazione per la morte di Francesco Bisquoli

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FERRARA - «Prendo a prestito un augurio pronunciato da un sindacalista che ha seguito a lungo il processo di Torino: spero che il 2015 sia un anno giusto per tutti», commenta Alberto Alberti, presidente dell’Associazione esposti amianto e altri cancerogeni (Aeac). Una speranza che ha un valore generale, ma che ieri era concentrata in particolare sull’udienza che dovrà decidere il destino del procedimento giudiziario avviato per la morte di Francesco Bisquoli, operaio della Montecatini e poi di Enichem dal 1962 al 1993, morto a causa di una neoplasia polmonare. Ieri si è svolta l’udienza preliminare nella quale sono indagati per omicidio colposo una decina di persone, rappresentanti e dirigenti delle aziende per cui Bisquoli ha lavorato. L’inchiesta è stata svolta dal pm Filippo Di Benedetto, che ha presentato la terza richiesta di archiviazione. I legali della famiglia si sono opposti. Il giudice Sivia Marini deciderà nei prossimi giorni.

La storia di Bisquoli assomiglia a quelle di tante altre persone decedute dopo essere state per decenni a contatto con l’amianto per motivi di lavoro. Sono stati i familiari dell’uomo a presentare la denuncia depositata in procura a Ferrara dall’avvocato Monica Guerzoni. La denuncia «è un passo importante che condividiamo e sosteniamo», aveva affermato all’epoca Alberto Alberti. Bisquoli aveva lavorato nel petrolchimico di Ferrara per oltre 30 anni svolgendo diverse mansioni. «Dopo pochi anni di lavoro ha iniziato ad accusare i primi problemi respiratori», aveva spiegato in un’intervista il figlio Renato. Nel 1994 gli fu riscontrato un nodulo non asportabile al polmone e dopo anni di ricoveri il decesso, il 24 maggio 2011. Alla base dell’inchiesta l’ipotesi di un nesso fra la causa di morte e l’esposizione all’amianto. «Potrebbe essere il primo processo penale aperto a Ferrara sui decessi legati all’amianto - conclude Alberti - finora si sono celebrati solo processi civili».

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