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Non è in casa per la chemioterapia, l'Inps le fa la visita fiscale

Il palazzo dell'Inps
Il palazzo dell'Inps

La storia di una ferrarese di 54 anni che ha cercato di spiegare il perchè della sua assenza, senza riuscirci: ho inviato due volte i documenti della mia malattia ma non basta ancora

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FERRARA. Ha mille pensieri e preoccupazioni dovuti alle condizioni di salute, entra e esce da ospedali per sottoporsi a visite, terapie chemioterapiche e controlli medici. Negli ultimi due mesi a complicare la vita di Valentina Righetti, 54 anni, è arrivata una tiritera con l’Inps che l’ha estenuata al punto che ha deciso di rivolgersi a un giornale per rendere pubblico il suo sbalordimento.
La signora Righetti, operatrice sanitaria in un’azienda ferrarese, da mesi è in malattia per una grave patologia; il 17 novembre un medico si è recato nella sua abitazione per una visita fiscale disposta dall’Inps. La signora non era in casa e nella sua buchetta della posta è stato lasciato l’avviso. Un paio di giorni dopo il figlio della Righetti va a casa della mamma, trova l’avviso dell’Inps e la mette al corrente della novità. La vicenda comincia così.
«Non mi hanno trovato a casa perché in quei giorni ero nel reparto di Ematologia di Cona per un ciclo di chemio della durata di un mese - racconta Valentina Righetti -, ho chiesto all’ospedale la documentazione relativa al mio ricovero e l’ho inviata per fax all’Inps».
Pensava di essere a posto, di aver giustificato il motivo della sua assenza da casa. Invece una ventina di giorni dopo l’invio del fax, l’Inps con un messaggio sul telefonino la informa di essere ancora in attesa della documentazione.
La seconda mossa viene affidata alla sorella della Righetti, che con tutta la documentazione del caso si reca negli uffici dell’Inps di Ferrara e la consegna con tanto di ricevuta. Il problema dovrebbe essere risolto. Ma non è così. «Pochi giorni fa ho ricevuto un nuovo sms dell’Inps...» C’era ancora qualcosa che non andava. Alla Righetti sembrava impossibile che «dopo aver prodotto due volte i documenti, via fax e a mano» ancora non fosse chiara la situazione. È andata a chiedere all’Inps e le hanno detto che mancava un certificato.
Non bastava che «il medico avesse scritto che il 14 novembre era iniziato il ricovero e che era tuttora in corso» al momento della visita fiscale del 17 novembre. No, serviva anche il certificato con le dimissioni da Ematologia al termine della chemioterapia. «Sono stata dimessa il 12 dicembre, adesso porterò anche questo certificato. Mi domando se è giusto che tormentino così chi ha una malattia gravissima come la mia ed è sotto chemio. Perchè mi devono contestare queste cose? Adesso devo partire per Milano, devo essere ricoverata tre giorni in ospedale per un’altra seria patologia che mi è stata diagnosticata, tornerò alla fine della settimana. Se ci sarà un altro controllo stavolta cosa mi succederà? Credevo di avere già abbastanza rogne in questo momento della mia vita per dovermi preoccupare anche di queste cose».<QM>(m.p.)

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