I parrocchiani alla procura: «Liberate il complice dei ricatti»
Tutti vogliono convincere gli inquirenti che chi ha sbagliato - i due arrestati - hanno già pagato troppo o che non è capitato nulla, è possibile? A farlo è lo stesso Maurizio Palma, complice...
Tutti vogliono convincere gli inquirenti che chi ha sbagliato - i due arrestati - hanno già pagato troppo o che non è capitato nulla, è possibile?
A farlo è lo stesso Maurizio Palma, complice nelle concussioni, che in modo autonomo ha scritto ai giornali (chiedendo scusa e perdono) ma per lui lo hanno fatto anche familiari e parrocchiani della sua parrocchia della zona in cui abita: una lettera-petizione affinchè Palma venga scarcerato al più presto: lettera inviata alla procura, ora agli atti dell’inchiesta.
Per Lunadei, invece sono i colleghi dell’Agenzia delle entrate a sostenere che per loro è stato un fulmine a ciel sereno. Al legale che lo assiste, Lorenzo Bramante, gli stessi colleghi di Lunadei hanno raccontato della trasparenza e correttezza professionale del funzionario nel suo lavoro. Lunadei da oltre un mese è in carcere per concussione e dopo gli atti davanti al gip e al Riesame, al momento non vi sono altre possibilità per sperare di uscire presto: «Il mio assistito - spiega il legale - continua a dirsi del tutto estraneo a ciò che viene riferito dall’altra persona». Posso dire - spiega l’avvocato Bramante - che più parlo con Lunadei più mi convinco della sua estraneità (dice che Palma si è inventato tutto, ndr), non siamo ancora stati ascoltati dal pm, ma in quella sede potremo dare tutte le spiegazioni».
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