«Sì alla Commissione d’inchiesta»
Il consigliere regionale della Lega Nord Fabbri: urgono spiegazioni
COMACCHIO. «Durante la campagna elettorale l’ospedale San Camillo di Comacchio ha visto un via vai di politici pronti, a detta loro, a difendere la nostra realtà. Vedremo chi manterrà le promesse e soprattutto se qualcuno farà qualcosa di concreto». L’appello lanciato da diversi membri della Consulta San Camillo è stato evidentemente accolto e il consigliere regionale della Lega Nord Alan Fabbri ha interrogatola giunta chiedendo spiegazioni circa il “restyling da 13 milioni, quindi la chiusura e la conseguente apertura dell’Ospedale di Cona”. Fabbri chiede dunque chiarimenti soprattutto sul futuro della struttura. «Dopo il “restyling” completato nel 2010, comprensivo di arredi e nuove tecnologie sanitarie e costato al bilancio regionale circa 13 milioni di euro - fa presente Fabbri – nell’aprile del 2011 in documenti ufficiali del partito di maggioranza relativa si decretava di fatto la chiusura del S. Camillo in quanto ospedale. Verosimilmente a causa della imminente apertura dell’Ospedale di Cona, struttura ospedaliera realizzata e sovradimensionata con oltre 200 posti letto in più rispetto agli indici di legge previgenti, quindi struttura insostenibile economicamente», si elgge nel documento. Fabbri chiede pertanto alla giunta regionale «quali provvedimenti voglia intraprendere per valorizzare l’investimento fatto sull’ospedale di Comacchio e se non ritenga che lo sperpero di denaro pubblico possa configurare il reato di danno erariale».
In proposito, l’esponente della Lega nord sollecita l’istituzione di una commissione d’inchiesta ai sensi dell’art.16 dello Statuto regionale». «È ora di muoversi - conclude la rappresentante della Lega Nord Maura Tomasi - la nostra lotta continua su ogni fronte e l’ospedale resta una delle nostre priorità».
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