«Si tratta di un accanimento gratuito»
Casette in spiaggia a Porto Garibaldi, lo sfogo del costruttore Simoni: dalle varie amministrazioni solo silenzio
PORTO GARIBALDI. «Queste casette sono state definite lo scempio dei Lidi. Se facciamo un giro per il territorio gli scempi sono altri, tra cui molti abusi. Dal 2008 siamo vittime di un accanimento senza senso: ogni giudizio ci ha visti tutti assolti e a quanto pare nessun abuso è stato commesso e nessun vincolo è stato violato. Le amministrazioni che si sono susseguite non hanno fatto nulla, nessuno ha avuto il coraggio di sistemare una situazione che ha tutte le carte in regola per essere sistemata. Ora è diventato un luogo di degrado per senza tetto e ladri, anche ieri hanno rubato quasi tutte le grondaie di rame, e qualche mese fa il tetto». Questo lo sfogo, pubblicato integralmente, apparto sulla pagina Facebook dell’agenzia Simoni di Porto Garibaldi. L’immobile cui si fa riferimento sono le ormai “famose” quattro casette costruite a ridosso della spiaggia ed entrate nell’occhio del ciclone perché, a detta dell’accusa, sorgono in una zona dove i vincoli paesaggistici non lascerebbero spazio a dubbi. L’autorizzazione paesaggistica risale al il 9 luglio del 2007 e successivamente arriva il permesso a costruire (l’11 novembre 2007). L’allora dirigente all’Urbanistica firmò il il 7 marzo 2008, la sospensione cautelare del cantiere, quando i lavori erano già stati iniziati da due mesi. Il 19 aprile dello stesso anno il permesso a costruire venne annullato e il 9 giugno il sindaco Cicognani firmò l’ordinanza di demolizione, confermata nel dicembre del 2009 dal Tar e nell’ottobre 2010 dal Consiglio di Stato e mai applicata. «Siamo stati tutti assolti, tutti - ribadisce oggi Andrea Simoni - e se qualcuno ha fatto sì che quelle case in spiaggia diventassero “lo scempio” di cui si è tanto parlato, quel qualcuno non siamo certo noi». E aggiunge, «ora il degrado, lo spreco è sotto gli occhi di tutti - va avanti Simoni - In un momento in cui c’è bisogno di strutture, di alloggi, ecco che piuttosto vengono lasciate marcire per questioni squisitamente burocratiche». Ed è lo stesso Simoni a confermare che «i ladri sono entrati più volte, non è rimasto praticamente nulla. L’amministrazione Carli ci aveva illusi con una sorta di progetto mai andato in porto ed anche oggi non ci sono notizie confortanti. Eppure noi più volte abbiamo manifestato l’intenzione di cedere l’immobile alla collettività, a patto che venga riqualificato». «Non ci sono mai state proposte concrete - dice il sindaco Marco Fabbri - L’amministrazione non ha inoltre margini di movimento perché la legge parla chiaro e non si possono e non si devono confondere i profili penali con quelli amministrativi. Al momento quello a Porto Garibaldi resta un abuso edilizio, bisognerà vedere se ci sono i margini per una sanatoria ma non siamo noi a decidere, è la legge che parla chiaro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
