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PORTOMAGGIORE

Sparò a ladri in fuga, guardia a processo

di Marcello Pulidori
(foto archivio)
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(foto archivio)

Imber Finotti è accusato di tentato omicidio L’assalto al bancomat nella notte tra il 14 e 15 marzo 2012

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PORTOMAGGIORE. Rimasto completamente paralizzato per un colpo di pistola sparatogli da una guardia giurata mentre partecipava all’assalto ad un bancomat a Lugo di Romagna (nel Ravennate), l'anno scorso si sottopose a morte assistita in una clinica svizzera.

Ieri i familiari dell'uomo - di Conselve (nel Padovano), che oggi avrebbe 45 anni - assistiti dall'avvocato Pierluigi Barone in apertura di udienza preliminare, hanno deciso di costituirsi parte civile contro la guardia giurata accusata di tentato omicidio, un 63enne di Portomaggiore, Imber Finotti, oggi residente ad Ammonite (nel Ravennate). Quest'ultimo, lo stesso Finotti, e' difeso dall'avvocato Fabrizio Briganti di Cesena (Forli'-Cesena).

Citata anche la ditta per la quale lavorava il 63enne - la "Ronda Faentina", questo il suo nome - quale eventuale responsabile civile.

L'udienza e' stata quindi aggiornata a fine febbraio.

In quella data potrebbe essere celebrato il rito abbreviato condizionato chiesto dal terzo e ultimo degli uomini finiti imputati per la vicenda, un 31enne originario di Castelfranco Veneto (Treviso) difeso dall'avvocato Carlo Bergamasco di Ferrara.

Il metronotte sembra invece orientato a discutere la richiesta di rinvio a giudizio.

La vicenda risale alla notte tra il 14 e il 15 marzo 2012, quando quattro malviventi arrivati a Lugo di Romagna (sempre in provincia di Ravenna) su un'Audi S6 rubata e con targa tedesca contraffatta, fecero esplodere la cassa continua di una filiale della Banca di Romagna. Il boato attiro' immediatamente l’attenzione del metronotte che poi spiego' di avere fatto fuoco perché avevano tentato di investirlo. I complici fuggirono, ma l'autista, colpito al collo, rimase nell'auto.

Sulla base delle indagini dei carabinieri, coordinate dal pubblico ministero Isabella Cavallari, per il 45enne e il 31enne era stato chiesto il rinvio a giudizio per vari reati tra cui tentata rapina impropria in concorso e fabbricazione e uso di esplosivi. Mentre per il metronotte l'accusa e' di tentato omicidio perché - secondo il pubblico ministero - aveva sparato in sequenza quattro colpi ad altezza parafango, sportello e finestrino in modo non equivoco a cagionare la morte degli occupanti della vettura. La vicenda descritta suscitò una vasta eco di commenti in tutto il territorio. Come detto, l’udienza è stata aggiornata alla fine di febbraio.

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