«Abbiamo subito pensato ad una bomba in strada»
Via vai di gente lungo l’argine per tutta la giornata di ieri e si avanzano ipotesi Il rumore si è sentito fino al Villaggio San Francesco, a Porto Garibaldi e ai Lidi
COMACCHIO. L’indomani del grosso boato avvertito sino al Villaggio San Francesco nei pressi dell’ex-zuccherificio, ma anche a Porto Garibaldi tra le abitazioni più vicine al portocanale e ai Lidi in tanti sono andati a passeggio lungo l’argine che costeggia la Valle Fattibello, per vedere di persona cosa fosse accaduto.
«Intorno alle 22.30 si è sentito un forte boato – commenta Gabriella in tenuta ginnica sull’argine insieme all’amica Franca - ed abbiamo pensato che fosse uno sparo. Poi abbiamo sentito le sirene dei mezzi dei vigili del fuoco e dei carabinieri, ma solo quando mia figlia si è collegata a Facebook, abbiamo visto le foto terrificanti di un bilancione completamente avvolto dal fuoco e dalle fiamme».
Sono tutti lì lungo l’argine di strada Foce i bilancioni, ad una distanza di circa 30-50 metri l’uno dall’altro, in gran parte costruiti in legno, mentre una sparuta minoranza risulta edificata in muratura. L’argine è percorso soprattutto in primavera ed in autunno da tantissimi ciclisti e da gruppi organizzati in visita alle valli e diretti al Bettolino di Foce. In questo periodo prevalgono i podisti e coloro che vanno a passeggio con i cani.
Ernesto Zanni è tra coloro che hanno voluto sincerarsi di persona dell’accaduto, perché «stavo guardando la partita del Milan – racconta l’uomo -, quando si sono sentiti due forti scoppi e con mia moglie mi sono chiesto cosa potesse essere stato. Stamattina in piazza – prosegue l’uomo – ho sentito dire che ci fossero dei ragazzi a fare una festa. Può darsi – conclude Zanni – che abbiano acceso il fuoco o una stufa a legna e che da lì sia partita la scintilla».
Le pareti in legno del bilancione, che si trova a circa un chilometro dal nuovo ponte levatoio di San Pietro, sono ormai nere come il carbone, ma in alcuni punti ancora ieri mattina fuoriusciva fumo. Solo il pontile in legno che collega l’argine al capanno da pesca è rimasto intatto, mentre la porta è stata completamente risucchiata dal fuoco, insieme a gran parte della recinzione e delle pareti.
Pietro Bellotti, pure lui a passeggio lungo l’argine racconta di aver sentito «due fortissime esplosioni e visto che nella nostra zona, al Villaggio delle Rose, poco tempo fa era stato trovato un ordigno della seconda guerra mondiale – aggiunge – abbiamo passato una gran paura, pensando che fosse scoppiato quello». Il via vai lungo l’argine si fa incessante e ognuno avanza ipotesi, seppur con molta cautela. «Se veramente era vuoto come ho sentito dire – incalza un uomo che non vuole rivelare la propria identità – come hanno fatto a scoppiare due bombole? In piazza si sentivano le ipotesi più disparate, ma chissà cosa è realmente accaduto lì martedì sera».
Katia Romagnoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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