Carife in fibrillazione, giorni decisivi
Lettera-appello di un gruppo di dipendenti. Attesa per l’incontro di lunedì con direttori e rete. Partner, solo ipotesi
Qualcuno tra le filiali di Carife tiene costantemente aggiornato il conto alla rovescia: ieri eravamo a -135 giorni. È il tempo che manca alla fine del commissariamento di Carife, molto poco se si considera che la soluzione della crisi della banca appare tutta da costruire. Ormai il livello di fibrillazione tra i dipendenti sta raggiungendo il livello di guardia, come testimoniano due episodi che risalgono a questi giorni. Il primo è relativo all’attesa che si sta creando attorno all’incontro del 19 gennaio in Fiera tra i commissari, la rete commerciale e i dirigenti: ai rappresentanti sindacali non risulta si tratti della sede scelta per grandi annunci (tipo la cessione di Commercio e Finanza o addirittura la scelta del partner per la banca), tra gli sportelli però le voci corrono. L’altro segnale arriva dalla lettera aperta che pubblichiamo a destra, che è opera di alcuni addetti delle filiali del centro città, che chiede a «commissari, sindacati e dirigenti» a dialogare con i dipendenti sul futuro della banca, e a farlo presto. È la prima volta che un gruppo di dipendenti Carife rompe il silenzio di questi anni e, al di fuori dell’intermediazione dei sindacati, prende l’iniziativa su questi temi: non sembra si tratti di un’iniziativa isolata, tra l’altro, e comunque la loro richiesta d’aiuto si rivolge all’intera città, istituzioni comprese.
I commissari hanno comunque fatto sapere ai rappresentanti sindacali che nei prossimi giorni qualche novità potrebbe saltar fuori. Tutto ruota, come da mesi a questa parte, attorno alla cessione di Commercio e Finanza, e alla consistenza dei crediti deteriorati che torneranno in pancia alla capogruppo dopo questa operazione. C’è chi attribuisce ai timori sull’entità di questa “restituzione”, e quindi sul maggiore impegno in termini patrimoniali richiesto al partner della banca, la chiusura del dossier Carife da parte di Caricento, che in ogni caso sta lavorando ad un’operazione di rafforzamento sul capitale. I nomi di possibili partner che continuano a circolare, in assenza di qualsiasi indizio ufficiale (resta inevasa anche l’interprellanza parlamentare di Roberto Capelli, di Cd), sono sempre Popolare dell’Emilia Romagna e Intesa, magari in alleanza con le Casse romagnole. È perfino spuntato una voce su Bnp-Bnl. I commissari hanno messo la mano sul fuoco per una soluzione positiva della vicenda, ma le rassicurazioni verbali non bastano più.
Stefano Ciervo
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