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Dopo la notte di paura ancora tante domande

di Annarita Bova
Dopo la notte di paura ancora tante domande

Esplodono due bombole in un bilancione, la causa sembra accidentale In centinaia si riversano in strada, fortunatamente nessun ferito

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COMACCHIO. Alle 22.35 di martedì la paura è tornata a bussare alle porte delle case di Comacchio. «Abbiamo sentito un boato, uno scoppio. Poi un altro a distanza di pochi secondi. Abbiamo pensato al terremoto e qualcuno è anche uscito». Fuori, fumo nero, odore di fuoco e in lontananza la luce delle fiamme: uno dei bilancioni in Valle Fattibello stava bruciando e a causare l’incendio lo scoppio, a quanto pare accidentale, delle due bombole del gas all’interno dello stesso. Sul posto cinque unità dei vigili del fuoco di Comacchio, come anche i carabinieri guidati dal capitano Luca Nozza che hanno lavorato fino a notte fonda. Al momento la causa dello scoppio è stata ricondotta “verosimilmente” (come si legge nella nota inviata dai carabinieri stessi) ad un cortocircuito che sarebbe stato innescato in maniera accidentale ma le indagini non sono concluse e i militari stanno prendendo in considerazione varie strade. Fortunatamente all’interno non c’era nessuno, e si sta cercando di capire se fino a qualche minuto prima la struttura fosse o meno occupata e soprattutto per quale ragione il generatore di corrente fosse rimasto acceso. Da sottolineare che l’energia elettrica non arriva ai bilancioni e i pescatori (ma anche semplici frequentatori) utilizzano appunto motori in grado di mantenere una intensità di corrente costante. Le bombole di gas, in linea di massima non esplodono. La pressione del liquido impedisce alla fiamma di propagarsi all’interno della bombola e farla detonare. Può però accadere che in ambienti saturi di gas a causa di una, anche piccola, perdita lo scoppio venga innescato da una scintilla, scintilla che nel caso del bilancione di Valle Fattibello sarebbe arrivata dal generatore. Questa, in estrema sintesi, la spiegazione fornita dai tecnici arrivati sul posto per capire l’entità del danno.

Dopo il primo scoppio, le informazioni hanno cominciato a viaggiare veloci, e in maniera anche incontrollata, sui social network. In tanti, sentendo le sirene in lontanza, hanno pensato ad un incidente sulla via del Mare mentre per qualcun altro il pensiero è andato a una bomba rimasta inesplosa, considerato che qualche settimana fa ne è stata rinvenuta una in zona Raibosola. In breve è però arrivata la risposta. «Due bombole sono scoppiate in un bilancione, non ci dovrebbero essere feriti». Lo scenario dall’argine sembrava quasi irreale, «abbiamo visto fiamme altissime nel buio nero, abbiamo anche cercato di avvicinarci ma i carabinieri ci hanno fermato per motivi di sicurezza», hanno raccontato i ragazzi del gruppo “Torretta”. «Stavo dormendo quando sono praticamente saltato sul letto - va avanti un residente nel Villaggio nuovo - arrivato al balcone ho praticamente visto in diretta la seconda esplosione. Prima di capire, di realizzare, ci ho messo un po’». Alle 23 buona parte del paese era in strada, affacciata verso la Valle. «Io ci lavoro in Fattibello - spiega il presidente della Consulta Manrico Mezzogori - faccio il guardiano di notte e benché sia ormai abituato a tutto, non mi aspettavo un botto simile. Sono sobbalzato, mi sono girato verso la zona da cui era arrivato il boato ed ho visto le fiamme. Ho sperato e che non vi fosse nessuno all’interno e per fortuna questa volta è andata bene. Non vado oltre, non voglio aggiungere altro. I bilancioni sono occupati anche di notte, certo. In Valle si va per pescare e da sempre vengono utilizzati. L’altra sera diversi erano illuminati, come sempre ».

Del bilancione non resta più nulla. L’anima in legno è stata definitivamente mangiata dal fuoco nella mattinata di ieri e le poche cose che si trovavano all’interno sono andate carbonizzate». Quello andato a fuoco è uno dei capanni più utilizzati tanto per la sua posizione quanto per le sue dimensioni e sarebbe anche stato chiesto da un gruppo per un veglione di Capodanno ma i titolari avrebbero detto di no proprio per motivi di sicurezza.

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