Due incendi nel giro di pochi anni
Uno dei titolari: mai subìto minacce. Ma questa volta non lo ricostruiremo
COMACCHIO. Non sono collegati tra loro i due episodi, ma l’incendio del bilancione e quello delle batane dei cacciatori in parte avvolte dalle fiamme ed in parte distrutte da grossi macigni, nella notte di sabato 3 gennaio scorso, lasciano aperti diversi interrogativi. Raggiunto telefonicamente uno dei quattro soci del capanno da pesca divorato dal fuoco, comprensibilmente scosso, riconosce di «non aver mai subito segnali o intimidazioni di alcun genere. Ci ho pensato tutta la notte – prosegue l’uomo, che vive nell’argentano - ma non sono in grado di formulare nessuna ipotesi. Sono stato contattato dai carabinieri, attraverso il recapito lasciato esposto con la scritta vendesi intero o a quote, ma quando sono arrivato verso le 23.30 la struttura era ormai distrutta e annerita dal fumo». Il titolare del bilancione, che con tre amici condivideva lo svago di ritrovarsi «2 o 3 volte all’anno per stare in compagnia e fare qualche cena», conferma che quando è scoppiato l’incendio la struttura fosse vuota. «L’ultima volta che ci sono stato con la famiglia – aggiunge l’uomo – è stato per la festa dell’Epifania e sono stato l’ultimo tra i soci a trascorrere una mezza giornata sul bilancione, ma adesso resta solo tanta amarezza. Ci faremo carico della bonifica dell’area – conclude – e poi smantelleremo tutto. Non lo ricostruiremo».
Nel suo amaro sfogo l’argentano, che era titolare da 15 anni del capanno da pesca insieme a tre compaesani ipotizza che dapprima siano state lambite dalle fiamme le pareti in legno del bilancione e che successivamente il fuoco abbia provocato l’esplosione delle due bombole del gas utilizzate per cucinare. «Avevamo ricostruito il capanno – spiega l’uomo – 7 anni fa, dopo un fatto analogo, ma in quel caso il fuoco si era propagato solo parzialmente. Questa volta si è incenerito tutto e non c’è più niente da recuperare». Saranno tuttavia gli inquirenti ad occuparsi del caso, anche se l’ipotesi investigativa più accreditata nell’immediatezza dei fatti resta quella dell’incendio per cause accidentali e non di natura dolosa. (k.r.)
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