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Fucili da caccia davanti alla sede della Cgil

L'ingresso della Cgil
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L'ingresso della Cgil

Alle 5 del mattino una telefonata ha avvertito i carabinieri. Esclusi atti intimidatori
Qualcuno ha voluto liberarsi delle armi e le ha abbandonate  in piazza Verdi

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FERRARA - Sono intervenuti gli artificieri dei carabinieri stamattina davanti alla sede della Cgil. In alcuni sacchi dell'immondizia  lasciati proprio davanti all'ingresso della sede sindacale in piazza Verdi 5 c'erano delle armi. Ad allertare i carabinieri è stata una telefonata anonima arrivata poco dopo le 5 del mattino, che avvisava del della presenza dei sacchi e a quanto pare anche del fatto che all'interno vi fossero delle armi.

 

I carabinieri della caserma di corso Giovecca sono intervenuti e di sacchi ne hanno contati sei.  Li hanno aperti con cautela e hanno scoperto che dentro c'erano fucili da caccia, comprensivi di custodie, e alcune cartucce. A loro volta hanno chiesto l'intervento dei colleghi artificieri per una più accurata ispezione

Intanto per precauzione l'area è stata transennata con del nastro bianco e rosso. Ed è questa scena che si sono trovati davanti i primi sindacalisti arrivati in piazza Verdi verso le 7. <Arriivo sempre presto - dice Giovanni Verla, della segreteria Fiom - con tutte le grane che abbiamo bisogno cominciare fin dal mattino. Quando ho saputo delle armi ho chiamato Raffaele Atti>, il segretario generale della Cgil. <Pensavo a una fuga di gas - aggiunge Glauco Melandri della Flc-Cgil, anche lui mattiniero - o a qualche problema nel cantiere qui vicino, poi mi hanno informato. Abbiamo parlato con un maresciallo dei carabinieri. Più tardi ci hanno detto che gli artificieri stavano controllando. Poi ci hanno comunicato che era tutto a posto e che potevamo entrare>.

Atti si limita a dire che la <Cgil non intende caricare di significati la vicenda> visto che i carabinieri hanno escluso che fosse un atto rivolto contro la Cgil.

I carabinieri hanno appurato che i fucili appartengono a un pensionatoe  che sono regolarmente denunciati. Ora si cercherà di capire chi e perché se ne è liberato. 

 

 

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