«Influenza e caos vaccino niente posti in ospedale»
La Cgil: è già emergenza nei reparti dell’ospedale di Cona e del territorio Richiesta l’assunzione di personale mentre resta un’incognita il futuro dell’Asl
Dopo l’‘overbooking’ estivo dei posti letto denunciato a più riprese dal sindacato Anaao-Assomed a causa dei tagli stagionali di personale, il tutto esaurito invernale da ieri nel mirino della Fp-Cgil che allarga la criticità a tutti gli ospedali della provincia. Tutta colpa, o in buona parte secondo la Cgil, dell’epidemia influenzale che dalla fine dell’anno scorso ha già messo a letto migliaia di ferraresi intasando ambulatori medici e ospedali, anche se non ha ancora raggiunto la fase di picco. «Constatiamo direttamente e attraverso numerose segnalazioni del personale - scrive l’Fp-Cgil - che l'ospedale di Cona è in grande difficoltà, insieme a quelli territoriali, perchè le aree mediche hanno esaurito i posti letto ed il flusso dei pazienti dai pronti soccorso che necessitano di ricovero in medicina continua ininterrottamente».
«Sono saturi i posti letto aggiuntivi (i posti tenuti di scorta, ndr) nelle chirurgie e in tutte le altre specialità - spiega la nota della Cgil - che in questa condizione non possono fare quello per cui sono nate, ad esempio ricoverare persone per fare interventi chirurgici».
Il sindacato ringrazia «tutto il personale della sanità ferrarese che come sempre nelle situazioni di emergenza ( terremoto, neve, traslochi di strutture) rappresenta una garanzia», ma spiega che è «necessario chiedere con urgenza alle due direzioni generali di procedere fin da subito su due fronti: assunzione di personale e un confronto sulle cause dell'intasamento». Perché «assumere personale è necessario, per dare risposta a questa emergenza della rete provinciale e garantire la qualità dovuta alle persone malate».
Il confronto con le aziende sanitarie servirà, aggiunge la Cgil, a «valutare se la difficoltà che stiamo vivendo sia temporanea e conseguente al picco influenzale, aggravato dalla riduzione del numero delle persone vaccinate causa polemiche sui rischi, risolvibile attraverso una migliore integrazione tra le due aziende e i medici di medicina generale, oppure strutturale e derivante da una riduzione troppo marcata dei servizi nell'azienda territoriale che non riesce ad intercettare i problemi delle persone prima che diventino talmente gravi da richiedere un ricovero ospedaliero».
Un problema sollevato ripetutamente non solo dai sindacati ma anche nei consigli comunali della provincia, dove da tempo si è puntato lo sguardo sull’adeguatezza dell’organizzazione sanitaria uscita da anni di tagli e razionalizzazioni, con la perdita di 300 posti letto negli ospedali locali nel giro di 2-3 anni. Un tema su cui si innesta il dibattito, già in corso, sulle cosiddette aree vaste. L’Anaao ha sollevato da tempo la questione del futuro dell’Asl nell’ambito dei futuri piani di accorpamento regionali. Oggi la Fp-Cgil invita le aziende sanitarie a non «presentarsi nelle dinamiche di area vasta con queste criticità». Il problema, conclude il sindacato, «va risolto per continuare a garantire, oltre alle prestazioni di area medica anche quelle specialistiche che ci caratterizzano e ci valorizzano nel sistema integrato con l'università».
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