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la procura chiude l’indagine

di Daniele Predieri
la procura chiude l’indagine

La Spal 1907 spa di Cesare Butelli non esiste più da tempo, prima cancellata dallo sport, inghiottita poi dal decreto fallimentare del tribunale di Ferrara. Della gestione Butelli resta alla città...

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La Spal 1907 spa di Cesare Butelli non esiste più da tempo, prima cancellata dallo sport, inghiottita poi dal decreto fallimentare del tribunale di Ferrara. Della gestione Butelli resta alla città solo l’impianto fotovoltaico di Ca’ Leona che produce da anni energia elettrica e tanti guai giudiziari, concretizzati in questi giorni per 8 persone, Butelli e gli altri che con lui hanno partecipato all’affare fotovoltaico (autorizzazioni, permessi, costruzioni, gestione) diventato pasticcio senza fine.

Tutto chiuso dopo 3 anni

La procura ha chiuso, infatti, dopo oltre 3 anni l’ inchiesta notificando a 8 indagati il deposito dell’atto di fine indagini. Sono stati il procuratore Bruno Cherchi e il pm Nicola Proto a elencare nelle 10 pagine dell’avviso di fine indagine (prelude il rinvio a giudizio, ossia il processo) le contestazioni alle 8 persone, a vario titolo, di bancarotta per distrazione, truffa aggravata, frode fiscale per l’uso di fatture inesistenti, falsi in attestazioni.

Troppi soldi distratti

Cesare Butelli, come presidente Spal 1907, è indagato per bancarotta per distrazione perchè si appopriò dei proventi per 2milioni 817mila euro, incassati dalla Spal 1907 spa che lui presiedeva: soldi che lui stesso girò, distraendoli dalle casse Spal alle società Gretom srl e Etrapiris srl di cui era socio-amministratore, anzichè assegnarli alla società sportiva. Anche Remo Turra, titolare della società Turra Energia di Brescia, che realizzò l’impianto fotovoltaico, subentrato come socio di Butelli, dovrà rispondere di concorso in bancarotta per distrazione per aver girato lui stesso 500mila euro alla Gretom e non alla Spal.

Truffa da oltre 10 milioni

Butelli e Turra condividono altri guai giudiziari, per truffa aggravata, con altri imprenditori legati al gruppo Turra: Luca Turra, legale rappresentante della Ferrara Energia, Tommaso Franzini della Global Consulting, Andrea Venturelli della Tunve Energy e Luca Garioni di Europesun: secondo l’accusa, per i 4, la truffa consisterebbe nell’aver chiesto, senza averne diritto, e percepito, ingiustamente, gli incentivi del Conto energia nazionale (a chi produce energia elettrica con fonti rinnovabili), per 10milioni 395mila euro.

Falsi all’Ufficio Dogane

Tutti i 4 imprenditori (Garioni, Turra Luca, Franzini e Venturelli) avrebbero fatto anche carte false e ognuno di loro infatti ne deve rispondere poichè la procura ipotizza il falso in attestazioni all’Ufficio Dogane: fecero questo per ottenere la licenza di esercizio per produrre energia elettrica da fonti rinnovabili e attestarono di avere l’autorizzazione unica che invece la Provincia di Ferrara aveva bocciato loro, singolarmente.

Due indagini eccellenti

Infine, altri due indagati eccellenti sono i massimi vertici di Herambiente: Filippo Brandolini e Claudio Galli chiamati in causa per falso ed evasione fiscale. Hera è coinvolta nel fotovoltaico per aver offerto il terreno sul quale venne costruito l’impianto. Il terreno è quello della ex discarica di Cà Leona, chiusa nel 1997, e poi bonificata negli anni. Hera per il diritto di superficie del terreno contrattò un ricavo di 3 milioni, cifra controfirmata (da Brandolini, Butelli e Turra).

Lavori mai eseguiti

I tre milioni, però, nell’atto notarile vennero scissi in due tranche: 1 milione e mezzo per i diritti di superficie, l’altra metà per lavori di cantierabilità, alla ex discarica - spiega la procura - mai eseguiti: e così questa voce - secondo l’accusa - venne fatta rientrare come rimborso e non nei ricavi abbattendo così le imposte sul reddito (Ires), per un’evasione che ammonterebbe a 825mila euro. Secondo l’accusa, che lo cita nell’atto, una prova verrebbe dallo stesso dirigente Hera, Claudio Galli che in una lettera alla Spal indicava di accettare le condizioni di pagamento (due tranche) per «motivi di ordine bilancistico».

Tutte le ipotesi d’accusa elencate dovranno ora essere vagliate di nuovo dalla procura che poi valuterà la richiesta di rinvio a giudizio.

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