Nutrie, è finita la tregua Riprende la lotta ai roditori
Da agosto in poi le nutrie hanno avuto buon gioco, approfittando del vuoto normativo intervenuto con la modifica della legge 157/92, con cui sono state classificate come animali infestanti al pari di...
Da agosto in poi le nutrie hanno avuto buon gioco, approfittando del vuoto normativo intervenuto con la modifica della legge 157/92, con cui sono state classificate come animali infestanti al pari di topi e ratti, ma con le attività di controllo e contenimento passate in carico dalle Province ai Comuni. Lo stallo sta per terminare e la lotta ai roditori riprendere.
«È un tema delicato – spiega Nicola Rossi, vicepresidente della Provincia – visti i problemi che le nutrie causano all’agricoltura e agli argini per via delle tane che scavano. Abbiamo messo in campo un percorso condiviso con la Prefettura e con il supporto dei consorzi di bonifica: i Comuni non sono soli». Cinque (Ro, Bondeno, Codigoro, Jolanda e Argenta) hanno già emesso le ordinanze con cui fino alla primavera si porterà avanti la limitazione della specie, altri ne seguiranno. «Il controllo è fondamentale, il 40% del territorio provinciale è sotto il livello del mare e sono consistenti i problemi di tenuta degli argini», sostiene Renato Finco (Provincia). Le tane verranno monitorate, lungo i sentieri dei principali corsi d’acqua. E l’abbattimento? Solo mediante cattura con gabbie-trappole e successiva soppressione, oppure attraverso l’uccisione diretta con arma da fuoco esclusivamente da parte di coadiutori abilitati dalla Provincia, da volontari delle associazioni venatorie, dagli agricoltori in possesso di porto d’armi nel perimetro dell’azienda. Tutti dovranno operare attraverso il sistema informatico che consente alle forze dell’ordine di sapere sempre chi sta sparando e dove. Qualsiasi maltrattamento sarà perseguito penalmente, mentre lo smaltimento delle carcasse dovrà avvenire secondo le prescrizioni dell’Asl. «Facciamo tutto quel che è possibile, nel rispetto dell’animale – dice il comandante della polizia provinciale Claudio Castagnoli – ed è in preparazione un’applicazione con cui i cittadini potranno segnalare direttamente le tane». Intanto, i Comuni si mettono al lavoro. «Per i danni delle nutrie – spiega il sindaco di Ro, Antonio Giannini – in passato ho dovuto chiudere un tratto di strada dopo il cedimento di una sponda», mentre l’assessore di Codigoro Giuseppe Baiocato mette in evidenza i danni alle colture. «Già tanti cittadini ci hanno chiesto di intervenire – aggiunge Mauro Ansaloni, comandante della polizia municipale di Bondeno – e c’è qualcuno che perfino ha le nutrie che gli circolano in giardino».
Fabio Terminali
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