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Troppi gli intrusi L’Oasi è in pericolo

CAMPOTTO. Non bastavano i pescatori di frodo a martoriale l'oasi di Campotto; ora all'interno di questa area (che fa parte dei siti di interesse comunitario/zona di protezione speciale), scorazzano...

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CAMPOTTO. Non bastavano i pescatori di frodo a martoriale l'oasi di Campotto; ora all'interno di questa area (che fa parte dei siti di interesse comunitario/zona di protezione speciale), scorazzano di notte anche i tartufai e di giorno gruppi di ciclisti.

A parte i pescatori dell'est europeo che in passato ne hanno combinate di tutti i colori commettendo più di un reato, gli altri sono passibili comunue di sanzioni (anche pesanti). Alcuni di questi, una volta fermati, hanno tirato fuori ogni sorta di scusa del tipo che non sapevano che è vietato l'accesso; che era la prima volta che andavano a tartufi nel bosco. Scuse che sono stato comunque sanzionate dalle Guardie del Parco. Fatto nuovo, invece, è la presenza di ciclisti all'interno della sesta stazione di Campotto, l'area che fa parte del Parco del Delta del Po. Gruppi immortalati dalle trappole fotografiche disseminate in diversi punti dell'oasi al solo scopo di scattare la foto alla fauna in transito, ma che domenica scorsa ha bloccato quattro ciclisti, gli stessi che, approfittando della nebbia, si sono introdotti in oasi. Giova ricordare che l'accesso nella zona del Parco è regolamentato e può avvenire solamente su certi percorsi e non liberamente.

A pagare le conseguenze dell'escursione ciclistica di domenica mattina sono stati alcuni fotografi professionisti che erano stati autorizzati ad entrare all'interno dei capanni. Persone giunte appositamente a Campotto da Milano che dopo ore di appostamento sono stati costretti ad abbandonare la postazione fotografica ovviamente richiedendo il rimborso del biglietto. Come più volte annunciato, l'anno scorso è stato stilato un accordo con un'associazione di fotografi naturalisti provenienti da tutta l'Europa. Appassionati che vengono accompagnati attraverso percorsi precisi, all'interno di questi capanni al solo scopo di scattare una foto ad uccelli unici. Persone che sostando per giorni nel territorio generano quindi un indotto e che, se disturbati da coloro che non sono autorizzati ad entrare in valle, ritornando a casa di certo non si può sperare facciano una buona pubblicità a questo territorio. (g.c.)

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