Bilancione, nessun indizio di dolo
Gli elementi raccolti dai carabinieri escludono che l’incendio sia stato appiccato: nessuno nella struttura prima del rogo
COMACCHIO. Per i carabinieri la questione è chiusa; a meno che non scaturiscano altri elementi, le prove sinora raccolte dagli investigatori evidenziano che è accidentale l’incendio di uno dei bilancioni dislocati lungo l’argine di Valle Fattibello.
La struttura è stata divorata dalle fiamme nella tarda serata di martedì. E, particolare molto importante, sempre stando ai rilievi dei militari, i bilancioni non avrebbero ospitato nessuno nelle ore precedenti al rogo.
Sulla vicenda esprime alcune considerazioni, tra l’altro, anche Rino Beltrami, uno dei cacciatori di valle che il 3 gennaio scorso, a seguito di un atto di vandali, ha visto andare in fiamme la propria batana, posizionata a pochi metri di distanza, lungo l’argine di Stazione Foce. «Sono sicuramente due fatti ben distinti e non collegati tra loro – dichiara Beltrami -, ma come è possibile che possano esplodere spontaneamente due bombole del gas in pieno inverno?».
Secondo quanto trapelato, il costo di un bilancione si aggira sui 40/50mila euro per quelli in muratura e intorno ai 25-30mila euro per quelli in legno, ma è consuetudine venderli a quote. In questo modo i soci, si suddividono le quote a 8 giorni, anziché a 7, in modo da beneficiare dei giorni festivi a rotazione dell’uso del capanno.
«In genere nel bilancione si pesca, rispettando i tempi del fermo pesca in valle, si frigge il pesce e lo si consuma- spiega Beltrami – in compagnia di amici e parenti. È un luogo di aggregazione, ma anche di incontri per coppie che lo usano come luogo per appartarsi».
Anche Giulio Luciani è convinto che se c’è stato, «il corto circuito può essere partito dal generatore di corrente che tutti i padelloni tengono all’esterno. Forse allora c’era qualcuno dentro?». Il titolare di un altro bilancione, che preferisce non rivelare il nome, aggiunge che «è un fatto accidentale, perché quella sera ero a cena con amici e non ho sentito il boato dell’esplosione, perché avevamo il generatore di corrente acceso, ma quando siamo tornati in paese, verso mezzanotte – prosegue l’uomo -, abbiamo visto i pompieri impegnati a spegnere l’incendio e un gruppo di ragazzi senza giubbotto, tutti infreddoliti nei paraggi». C’è chi propone di costruire tutti i bilancioni a norma con allacciamenti e fognature, prendendo esempio da quelli costruiti lungo la foce del Reno tra Ravenna e Cesenatico.
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