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Dimessa dall’ospedale muore poco dopo

Dimessa dall’ospedale muore poco dopo

La famiglia: era rimasta in attesa per ore al pronto soccorso, ora Asl e Santissima Annunziata ci devono risposte chiare

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ALBERONE. Dimessa dal pronto soccorso dell’ospedale di Cento, dove era rimasta per ore in attesa, muore poco dopo sotto gli occhi delle figlie. E adesso la famiglia vuole chiarezza su quanto è successo.

Tutto è accaduto il 7 gennaio, quando Maria Balboni, 92 anni, di Alberone di Cento e ospite della casa per anziani “I Migliori Anni” a Casumaro, accusa al mattino «episodi di vomito e febbre - spiega Oriano Tommasini, genero della signora - per cui l'infermiera di servizio avvisava i familiari della situazione e chiamava il 118. Dopo pochi minuti arrivava l'auto medica in servizio a Casumaro e il personale medico eseguiva il controllo della pressione, nel frattempo arrivava l'ambulanza dall'ospedale di Cento, con medico e infermiere al seguito».

L’anziana viene trasportata dall’ambulanza all'ospedale Santissima Annunziata di Cento e, arrivata al pronto soccorso, «Maria viene fatta sdraiare su una barella dove incredibilmente - continua Tommasini - rimane senza che nessun medico o infermiere si prenda cura di lei. Su quella barella è rimasta da poco prima delle 11 fino alle 19.30, quando finalmente è arrivato un medico a farle una ecografia all'addome, per verificare se il dolore che accusava la paziente dipendesse dall'addome».

Nonostante durante il giorno, ricordano i familiari, ci fossero stati episodi di di vomito, «non le è stata applicata nessuna flebo per idratarla - spiega il genero dell’anziano - e soprattutto guai a protestare con i medici dell'accettazione, come hanno riportato le figlie maggiori Anna e Giuliana». A questo punto, per timore che l’anziana si disidratasse «le figlie, con l'aiuto di una cannuccia provvedevano a far bere la mamma, sempre con il terrore che questa gli provocasse nuovo vomito. Eseguita l'ecografia all'addome, il medico dell’ospedale dimetteva Maria dicendo che non era nulla, consigliando l'infermiera della casa per anziani di fare un clistere perché secondo il medico la causa era un blocco intestinale».

Mentre i familiari si chiedono i motivi per i quali non si sia provveduto già all’ospedale con la terapia consigliata, «alle 21.20 la paziente veniva dimessa dall’ospedale nonostante - continua il genero dell’anziana - accusasse ancore febbre, e durante il giorno vi fossero stati episodi di vomito». Ma alla casa per anziani di Casumaro la signora Maria non arriverà mai: «Appena scesa dall’auto, si accascia e muore fra le braccia delle figlie. Nel frattempo il personale dell’ospizio di Casumaro, era già uscito per aiutare la paziente e, vista la situazione, hanno usato una poltroncina a rotelle per portarla nella struttura».

Intanto veniva dato l’allarme al 118, «che arrivava dopo un quarto d'ora» e il personale dell’emergenza sanitaria praticava alla signora Maria «il massaggio cardiaco - ricorda Tommasini -, ma inutilmente. E quello che sembrava un malore era qualcosa di più serio». Una morte assurda, ripetono i familiari e da qui rivolgono all’Asl e ai medici del Santissima Annunziata una serie di domande su quanto accaduto: «Perché è stata rimandata a casa nonostante avesse la febbre e avesse accusato vomito e dolori intestinali ? Perché per tutto il giorno non è stata messa una flebo che le avrebbe consentito di idratarsi? Perché una donna di oltre 90 anni viene lasciata su una barella per una giornata intera senza assistenza?». Contestando anche il trattamento riservato dal personale («alle persone che vanno al pronto soccorso non devi urlare , non sono lì per divertimento»). Domande che, ribadisce il genero dell’anziana «meritano una risposta e hanno bisogno di una risposta».

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