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«Il dolore più terribile mitigato dalla speranza»

«Il dolore più terribile mitigato dalla speranza»

Copparo, toccante omelia di don Iulian ai funerali del medico Marangoni Presenti il sindaco Trombin, gli ex Bertelli e Tumiati. Non fiori ma offerte all’Aism

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COPPARO. Freddo. Tanto freddo. Cielo grigio. Nulla che possa alleviare il dolore profondamente intenso per l'ultimo saluto a Luciano Marangoni, il medico copparese tragicamente scomparso sabato sera in seguito di un incidente stradale. Nonostante tutto, c'era molta gente per l'addio ad un uomo molto conosciuto e stimato. La moglie Rita ed il figlio Filippo, con la sua ragazza, hanno seguito affranti la cerimonia. La bara è chiara, sobria, con fiori gialli rossi e bianchi. Pochi fiori, perché la famiglia ha chiesto di sottoscrivere offerte all'Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) invece diinviare fiori.All’anziano padre di Luciano, per le sue condizioni di salute, hanno solamente detto che il figlio ha avuto un incidente, ed il resto della famiglia gli è vicina. Alla cerimonia erano presenti amici di vecchia data, come Vittorio Previati (che con lui aveva in comune l'amicizia di una vita e la tragica scomparsa di una figlia in un incidente) e Millo Ricchieri, gli ex sindaci di Copparo, Alfredo Bertelli e Davide Tumiati e tanti altri. L'assessore Franco Miola, collega medico, era a rappresentare l'amministrazione comunale di Copparo (il sindaco Rossi era trattenuto a Roma), e da Jolanda di Savoia, il sindaco Elisa Trombin, con amministratori ed ex amministratori come Annio Folli e Gianni Zaghi, ed il parroco don Giancarlo Montoncello oltre a tanti medici di base ed odontoiatri. Nella funzione religiosa citate la scritture, in particolare Giovanni e l'episodio di Lazzaro, dal quale l'officiante, don Iulian, nella sua omelia, ha tenuto un discorso commosso e appassionante sul dolore provocato da una perdita come quella che ha colpito la famiglia e la comunità con la scomparsa di Luciano. «Il dolore, ha detto il sacerdote, che è un veleno per il cuore, accende la consapevolezza della tragedia. Un dolore che blocca, che colpisce profondamente e che va ad incidere a fondo, ancor più a fondo, se possibile, su di una famiglia già colpita, dodici anni fa, dalla scomparsa di un figlio (il piccolo Giovanni) in un altro incidentestradale (sulla strada Acciaioli che unisce Volano a Porto Garibaldi ndr.) Un dolore tremendo che può essere mitigato solamente dalla consapevolezza che anche la notte più buia non può bloccare l'alba ed anche il dolore più terribile può essere mitigato dalla speranza. Al termine della cerimonia funebre, commozione raccolta e trattenuta, palpabile proprio perché apparentemente non esposta. Rita, la moglie, segue il feretro verso il giardino della cremazione sorretta dalle ex colleghe del Cup di Copparo. Il figlio si attarda, prima di avviarsi. L'ultimo addio al medico, allo sportivo, all'amico, si conclude con un pallido sole. E con il calore profondamente sentito dei tanti che lo hanno amato ed apprezzato soprattutto a Copparo, Jolanda di Savoia, Rovigo e da tante altre parti.

Alessandro Bassi

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