Il Presidente della Repubblica che vorrei
Dodici ferraresi indicano le loro preferenze per il Colle. La provocazione di Fabbri e Anselmi indica Franceschini
Chi volete come prossimo Presidente della Repubblica? Quesito non facile da rispondere, specie in questo momento nel quale il toto presidente risulta particolarmente incerto rispetto ad analoghe scadenze del passato. Abbiamo girato la domanda a 12 personaggi ferraresi, conosciuti in vari campi, non solo politici, e ne è emerso un quadro molto variegato. In attesa del 29 gennaio, quando gli oltre mille grandi elettori dovranno scegliere il successore di Napolitano ecco alcuni pareri e aspettative sul prossimo Capo dello Stato.
Riccardo Maiarelli (presidente Unindistria e presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara). «Domanda molto difficile. Addirittura ne avrei preferita una sulla Carife. È difficile trovare un presidente ideale nello scenario attuale e che abbia soprattutto le caratteristiche che vorrei: vale a dire quei valori importanti per la nazionale per farla tornare grande. Tra le soluzioni più probabili vedo Giuliano Amato tra i favoriti».
Carlo Alberto Roncarati (Presidente della Cassa di Risparmio di Cento). «Il nuovo presidente deve essere un uomo di garanzia per forza di cose, deve essere una persona di grande equilibrio. “Mi scusi - lo interrompiamo - ci vorrebbe quindi uno alla Roncarati?” Buona questa, ma a parte le battute credo che ci voglia una figura di altissimo profilo, ma al momento non chiedetemi quale».
Paolo Govoni (Presidente della Camera di Commercio). «Consolidare il sentiero delle riforme intraprese: questo mi aspetto dal futuro Presidente della Repubblica. Anche in un quadro come quello attuale, in cui l’Italia è chiamata a fare importanti sacrifici, è fondamentale perseverare quello sforzo collettivo teso a costruire un Paese più forte, più moderno e più giusto. Per questo non dobbiamo abbandonare la strada delle riforme (assetti istituzionali, giustizia civile, semplificazione amministrativa, internazionalizzazione): interventi a costo zero, che possono cambiare profondamente il volto del Paese aumentandone l’efficienza, la produttività e lo sviluppo».
Paolo Spath (Consigliere comunale di Fratelli d’Italia). «Il successore di Napolitano deve essere una persona più vicina all’Italia e meno legata all’Europa, che faccia gli interessi della nazione. Proprio per questo mi viene in mente il nome dell’ex ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata, che non esitò a dimettersi per come venne gestita male la vicenda dei marò in India. È una persona autorevole e di prestigio in campo internazionale».
Marcella Zappaterra (consigliere regionale Pd). «Vedrei bene Sabino Cassese, perché in questa fase penso abbia il profilo ideale con il senso delle istituzioni, è un giurista che conosce il sistema, potrebbe essere una persona su cui può converge una larga maggioranza. Una figura non politica, quindi di garanzia».
Vittorio Anselmi (consigliere comunale Forza Italia). «Mi dispiace per l’impedimento di Emma Bonino, che sarebbe stata un bel Presidente. Mi piacerebbero Berlusconi e Gianni Letta, ma con un ragionamento realistico le caratteristiche fanno escludere molto persone, fra tutti i nomi che possono essere garanzia ci sono anche esponenti del Pd, personalmente Dario Franceschini non mi dispiacerebbe, perché è una figura che ha saputo dimostrare obiettività ed ha competenze, è giovane ed auspico un presidente che abbia meno di settant’anni».
Alan Fabbri (consigliere regionale Lega Nord). «Non è un argomento che mi eccita ma tra i nomi vicini alla maggioranza che sostiene il governo non c’è nessuno che mi piaccia. Claudio Poletti, che è il barista del Mister a Scortichino, saprebbe fare meglio di loro, anche perché non nasconde il fatto che in Italia ci siano tantissimi problemi, dal lavoro all’immigrazione. Provocazione a parte, dovremo valutare il problema nei prossimi giorni insieme agli altri leghisti».
Stefano Bottoni (direttore artistico del Ferrara Buskers Festival). «Ci vuole una persona credibile e con forte senso dello Stato, che veda al di là del suo mandato, con visione ampia e oggettiva di questa delicata fase sia italiana che europeo. Mi piacerebbe un uomo come Mario Draghi».
Raffaele Atti (segretario provinciale Cgil). «Occorre una figura autorevole che potrebbe garantire indipendenza e autonomia nelle istituzione. Potrebbe essere Romano Prodi, ma sulle effettive possibilità che diventi lui il presidente ho comunque abbastanza dubbi».
Ilaria Morghen (consigliere comunale M5S). «Premesso che dobbiamo ancora fare le Quirinarie, occorre un presidente che venga dal mondo del diritto, dalla parte sana della nostra nazione, moralmente al di sopra di tutto, per questo una persona che vedo bene è Piercamillo Davigo».
Piero Giubelli (presidente dell’Ordine degli avvocati di Ferrara). «Il successore di Napolitano non deve essere compromesso con il potere pre Tangentopoli, deve essere una persona di massima terziarietà, sopra le parti, meglio se espressione esterna ai partiti e alla politica. Vedrei bene Mario Draghi».
Carlo Tellarini (responsabile ferrarese di Comunione e Liberazione). «Per il futuro presidente vorrei una personalità dal profilo culturale solido che ami la libertà e un uso della ragione sostenuto come Marcello Pera o Ernesto Galli Della Loggia, oppure il presidente del forum della famiglie numerose, una persona che ragioni sui legami stabili». (g.p.z.)
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