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Lascia i fucili in strada per dispetto

Lascia i fucili in strada per dispetto

Le armi da caccia erano in sei sacchi appoggiati alla saracinesca della Cgil, ma il bersaglio non era il sindacato

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Sei sacchi della spazzatura pieni di fucili da caccia e cartucce appoggiati alla saracinesca della sede della Cgil, in piazza Verdi. Le prime indicazioni arrivate al 112, ieri mattina attorno alle 5 con una telefonata anonima, sembravano aprire scenari inquietanti, ma con il passare delle ore è risultato via via più chiaro che l’obiettivo di quella “consegna” non era il sindacato. Nessuna minaccia alla Camera del Lavoro, dunque, ma - stando ai primi accertamenti dei carabinieri - un sorta di ripicca, di dispetto, maturato al termine di contrasti di natura privata tra due persone del tutto estranee al sindacato. La scelta del luogo sarebbe motivata dal fatto che il proprietario delle armi - destinatario dello “sgarbo” - un tempo abitava nella zona, e anche dalla volontà di assicurarsi che i fucili venissero ritrovati e che il “messaggio” - classificabile come stupida ripicca - arrivasse alle orecchie di chi di dovere. Non per questo, ieri in piazza Verdi, è mancato il trambusto. I carabinieri della stazione di corso Giovecca si sono portati sul posto e con cautela hanno aperto i sacchi neri. Constatato il contenuto, hanno fatto intervenire i colleghi artificieri per una più accurata ispezione. L’area per precauzione l'area è stata transennata con del nastro bianco e rosso. Ed è questa scena che si sono trovati davanti i primi sindacalisti verso le 7. «Arrivo sempre presto - dice Giovanni Verla, della segreteria Fiom - con tutte le grane che abbiamo bisogna cominciare fin dal mattino. Quando ho saputo delle armi ho chiamato Raffaele Atti», il segretario generale della Cgil. «Pensavo a una fuga di gas - aggiunge Glauco Melandri della Flc-Cgil, anche lui mattiniero - o a qualche problema nel cantiere qui vicino, poi mi hanno informato. Abbiamo parlato con un maresciallo dei carabinieri. Più tardi ci hanno detto che gli artificieri stavano controllando. Poi ci hanno comunicato che era tutto a posto e che potevamo entrare». Atti si limita a dire che la «Cgil non intende caricare di significati la vicenda» visto che i carabinieri hanno escluso che sia un atto rivolto contro il sindacato.

I carabinieri hanno appurato che i fucili appartengono a un pensionato e che sono regolarmente denunciati. A passare dei guai sarà la persona che li ha portati in piazza Verdi. Per spostare un’arma dalla sede indicata nella licenza serve infatti un’autorizzazione della questura, qui del tutto assente. Tra le contestazioni ipotizzate, anche quella del procurato allarme, oltre all’aver lasciato incustodite armi che avrebbero potuto finire nelle mani sbagliate.

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