La Nuova Ferrara

Ferrara

sindacalista accusato di minacce

«Mai pronunciato quelle frasi sulla dipendente licenziata»

Quelle parole minatorie che gli sono state attribuite, registrate in una telefonata andata perduta, lui non le ha mai pronunciate. Anzi, si è ben guardato dal prolungare una conversazione «che non...

2 MINUTI DI LETTURA





Quelle parole minatorie che gli sono state attribuite, registrate in una telefonata andata perduta, lui non le ha mai pronunciate. Anzi, si è ben guardato dal prolungare una conversazione «che non sarebbe stata nè utile, nè produttiva». Ha raccontato la sua versione dei fatti, ieri in tribunale, il sindacalista della Cgil finito a processo per minacce aggravate. Ad accusarlo, con una denuncia che risale al 2012, il titolare di una ditta di pulizie che, stando alla sua versione, sarebbe stato “punito” - per aver licenziato una sua dipendente - tesserata Cgil - con il mancato rinnovo degli appalti con la stessa Camera del Lavoro e Teorema. Una vicenda che appare ancora più complicata dal fatto che la dipendente licenziata è la madre della compagna del titolare e la ragazza, segretaria della ditta, ha confermato in tutto e per tutto la versione del compagno. Ma se la coppia sostiene che il 6 settembre 2012 (il giorno prima del licenziamento) fu il sindacalista a chiamare il titolare per intimargli di non licenziare la tesserata Cgil, («perché se lo fai perderai gli appalti con la Camera del Lavoro. Non c'è due senza tre, ti faccio chiudere»), l’imputato ha replicato di non aver fatto nessuna telefonata, ma di averla ricevuta. Ma visto il tenore delle mail precedenti da parte del titolare, il sindacalista aveva ritenuto opportuno tagliare corto, invitandolo a un incontro. Il titolare, ha aggiunto, «non solo non ha rispettato lo Statuto del Lavoratori, ma non ha mai raccolto la richiesta di incontro». Invece, il giorno dopo la telefonata, la donna era stata licenziata. Nel frattempo i rapporti commerciali tra la ditta e la Cgil erano proseguiti ancora per qualche mese e l’imputato, ignaro di essere stato denunciato, aveva continuato ad avere contatti con il titolare. Con cui, in effetti, la collaborazione si è poi interrotta. «Non per ritorsione - ha ribadito ancora il sindacalista al giudice - ma per la scadenza naturale del contratto». Il sindacalista ha inoltre chiarito che non è inusuale, nella sua attività, segnalare eventuali irregolarità delle ditte incaricate ai committenti, ma di non averne sollevate nel caso in questione. Il processo riprende a febbraio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google