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«Nessun trasloco di uffici nei locali a palazzo Bellini»

«Nessun trasloco di uffici nei locali a palazzo Bellini»

Comacchio, il sindaco Fabbri scrive al Comitato di Piazza del Popolo e annuncia che l’edificio non ospiterà la giunta e resterà luogo di cultura

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COMACCHIO. Giunge all’epilogo il braccio di ferro che si era innescato un anno fa tra il comitato di Piazza del Popolo e il sindaco Marco Fabbri, per il paventato trasferimento degli uffici del primo cittadino e della direzione generale a Palazzo Bellini, al posto della biblioteca comunale.

Un gruppo di cittadini era insorto e dopo aver dato vita a un comitato, ha raccolto più di mille firme in pochi giorni. Il sindaco in una lettera spedita al Comitato di Piazza del Popolo conferma solo il trasloco del museo del carico della nave romana dall’ex-carcere risorgimentale al piano terra dell’ex-ospedale settecentesco degli Infermi.

«Le polemiche che si sono susseguite nei mesi scorsi non hanno contribuito a ristabilire la verità sulla vicenda - scrive il sindaco di Comacchio - e come ribadito nel precedente incontro con il vostro comitato, l’obiettivo del Comune consiste nel rendere pienamente accessibili gli spazi pubblici, come lo sono i luoghi della cultura ed è con questo spirito che si sta continuando a lavorare per rendere pienamente accessibili Palazzo Bellini e la biblioteca comunale». Fabbri aggiunge inoltre che è stato da poco approvato il progetto esecutivo per la costruzione dell’elevatore a Palazzo Bellini, opera di importo pari a 100mila euro, necessaria per consentire la fruibilità della biblioteca ai portatori di disabilità. «Le notizie riportate risultano del tutto infondate», precisa Fabbri nella sua lettera al Comitato, aggiungendo che è stata individuata la somma di 400mila euro per la messa a norma di Palazzo Bellini, allo scopo di ottenere la certificazione anti-incendio obbligatoria per legge.

«La spesa è prevista nel piano triennale delle opere e tutti gli interventi di adeguamento – conclude il sindaco – sono stati concordati con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, nel rispetto dei vincoli architettonici, che insistono sull’edificio di pregio storico». La polemica per un anno ha tenuto banco in centro storico con la presa di posizione del comitato che esortava il primo cittadino a non trasferire il centro del potere politico, che da sempre si identifica con Piazza Folegatti in quello che è riconosciuto come il cuore della cultura e della storia della comunità, ossia Palazzo Bellini. Sulla querelle dei trasferimenti si erano svolte due sedute del consiglio comunale, la prima l’11 settembre scorso, quando la minoranza abbandonò l’aula, e la seconda, il 29 settembre scorso, incentrata, come richiesto dall’opposizione, sul solo punto all’odg rivendicato, quello dei presunti trasferimenti dell’ufficio del sindaco.

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