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«Una sanità divisa in due. Ecco l’idea della Regione»

«Una sanità divisa in due. Ecco l’idea della Regione»

Cento e Ferrara accorpate a Bologna, il Delta e Argenta dentro l’Asl romagnola Api: così non conteremo più nulla. I nostri politici sanno di questo progetto?

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FERRARA

L’incubo di Ferrara fatta a pezzi per rispettare gli equilibri nelle alleanze territoriali emiliane può diventare reale a partire dal comparto più delicato di tutti: la sanità. L’allarme viene fatto squillare da Anaao-Assomed, il principale sindacato dei medici, che mostra confidenza con i corridoi di viale Aldo Moro, a Bologna, dove vengono decisi in queste settimane i destini dei camici bianchi e dei loro pazienti: «Ci giunge in maniera ufficiosa, ma da fonti autorevoli - scandisce Pierluigi Api, consigliere nazionale e segretario provinciale storico dell’Anaao - la notizia che l’ipotesi allo studio in Regione sia di istituire un commissario ad acta per decidere lo smembramento dell’Asl di Ferrara. La parte dell’Alto Ferrararese e del capoluogo andrebbe con Bologna, il Delta e Argenta con l’Asl unica romagnola».

La prospettiva viene vista molto negativamente dal sindacato medici, «si tratta di uno spezzatino che avrebbe effetti pesanti sulla sanità ferrarese e presuppone un ulteriore depauperamento dei nostri ospedali: a questo punto devono scendere in campo i nostri politici - incalza Api - A loro chiedo: questa ipotesi corrisponde al vero? E se è così, cosa si aspetta a farla venire alla luce per discuterne con i dirietti interessati? Che non succeda come con il piano di chiusura degli ospedali, svelato quando ormai era tutto deciso. Per costituire un’Asl forte, in grado di contare sulle scelte regionali e difendere gli interessi dei cittadini, bisogna aggiungere Ferrara a Bologna». I tempi? Una quarantina di giorni.

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È un fatto che la sanità emiliana sia in subbuglio, a partire dall’azzeramento dei vertici di tutte le aziende sanitarie e ospedaliere della regione, operato dal governatore Stefano Bonaccini per avere mano libera sulla tornata di nomine che toccherà anche i ferraresi (ieri lunghissimo vertice al S.Anna). Altro fatto: l’area vasta della sanità, varata addirittura nel 2011 con l’accorpamento Bologna-Imola-Ferrara, era stata una testa di ponte per le aggregazioni territoriali post-Province. Il repentino cambio di strategia ipotizzato dall’Anaao, con l’Asl spezzata in due e presumibilmente privata di qualsiasi peso nelle scelte che contano (su servizi, investimenti e anche poltrone), potrebbe essere una spia della volontà regionale di risolvere per la stessa strada il problema della provincia ‘anomala’, Ferrara appunto, in una mappa di alleanze già delineata. In Toscana, fan notare quelli dell’Anaao, le Asl da 12 stanno diventando 3, tante quante le aree vaste, con i medesimi confini.

Bonaccini ha ripetuto che «Ferrara dovrà decidere da sola con chi stare, nell’alleanza territoriale, con Bologna o con Ravenna», non menzionando mai lo spezzatino. Il sindaco Tagliani, favorevole a Bologna, ha subordinato ogni decisione alla fattibilità tecnica di un’unione Provincia-città metropolitana. Ora bisognerà capire se in Regione c’è chi ha già idee chiare.

Stefano Ciervo

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