«La riforma della giustizia? Anche sugli assegni falsi»
Nel novembre 2013 venne pagato con un assegno che poi scoprì avere timbro e firma falsi: oggi a distanza di oltre 1 anno, non sa ancora nulla della denuncia fatta ai carabinieri. E così, lui,...
Nel novembre 2013 venne pagato con un assegno che poi scoprì avere timbro e firma falsi: oggi a distanza di oltre 1 anno, non sa ancora nulla della denuncia fatta ai carabinieri. E così, lui, imprenditore di Villanova di Denore, Domenico Vacchi, rivenditore di camini e stufe, riflette ad alta voce sulla nostra giustizia sempre più distaccata e lontana dai problemi, di piccoli imprenditori che si trovano a spender soldi per recuperare soldi sottratti dal loro lavoro. «Nei giorni scorsi - spiega Vacchi - dopo la denuncia di un anno fa, sono andato per la seconda volta in procura per vedere come era messa la pratica della mia denuncia. Mi è stato detto che il magistrato stava indagando, e che se volevo saperne di più avrei dovuto mandare un avvocato. Io non so cosa sia indagare e non mi permetto di interferire, so solo che con una giustizia così lenta che non sa dare risposte veloci (un assegno falso per soldi che mi sono dovuti) e con i tempi di questi processi non so se incasserò mai: pertanto è assurdo che io per recuperare soldi miei debba aggiungere spese a spese già avute». La morale? «Quella che abbiamo davanti è una giustizia che tutela più i disonesti che gli onesti, che dà ai disonesti un’immunità dalle sentenze che non arrivano e pertanto possono fare ciò che vogliono, e non pagheranno mai. La politica, di destra e sinistra dovrebbe impegnarsi di piu per le tutele ai cittadini. La soluzione? Riforme serie, dalla giustizia, non chiacchiere».
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