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GORO

«Quei lavori ci impediscono di pescare»

di Annarita Bova
«Quei lavori ci impediscono di pescare»

La rabbia dei pescatori a strascico: per colpa del ripascimento il canale navigabile è fuori uso, andremo in altri porti

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GORO. «O si trovano soluzioni immediate o mettiamo in atto una protesta come non se ne vedono da anni, qui a Goro». La tensione sul porto è alta e ieri mattina lo sfogo dei pescatori è arrivato fin dentro la sede della Capitaneria.

«Non possiamo più uscire a pescare, non possiamo lavorare e tutto perché qualcuno, senza nemmeno chiedere il nostro parere, ha deciso che vanno rifatte le spiagge con un sistema che per il nostro mare è deleterio - dice con forza Riccardo Boscolo, vicepresidente della Cooperativa pescatori a strascico di Goro - Il risultato? Non saremo certo tecnici o ingegneri, come ha voluto sottolineare qualcuno, ma abbiamo avuto ancor auna volta ragione: il canale navigabile non è più percorribile, così come un importante tratto di mare».

Da sottolineare che il problema tocca principalmente coloro che escono con i pescherecci ed in particolar modo quei pescatori che, dovendo rientrare in Porto al mattimo presto perché devono vendere il pesce, non possono aspettare che la marea si alzi e che le condizioni migliorino.

«Rischiamo ogni giorno di rimanere in mezzo al mare con le barche incagliate - va avanti Boscolo - e questo perché il sistema del sabbiodotto prende sì la rena, ma poi la ributta pochi metri più avanti con il risultato che appena arriva anche una piccola mareggiata, il lavoro fatto svanisce e noi ci ritroviamo col fondale più alto». «Il sistema delle correnti non è un’opinione e ormai dovrebbero averlo capito visti i risultati - continua il pescatore - A questo punto non ci resta che chiedere ospitalità in altri porti, visto che non possiamo permetterci di restare con le mani in mano». «Il sindaco, l’assessore alla Pesca e tutti coloro che in generale siedono in Comune devono aiutarci - fa presente Antonio Genari - parlassero loro con i responsabili di questo disastro, facendogli capire che non siamo più disposti a stare a guardare mentre il nostro lavoro viene messo a repentaglio e la nostra sicurezza passa in secondo piano».

Dopo lo sfogo sulla banchina, una delegazione di pescatori è andata direttamente in Capitaneria per far presente la situazione, «così che nessuno dica che non era al corrente se e nel caso in cui dovesse succedere qualcosa - sottolineano i pescatori - I pescherecci che possono farlo perché non devono lottare anche contro il tempo, aspettano fuori dal Porto il momento giusto per rientrare, ma vi sembra vita questa? Ma si può andare avanti in questo modo solo perché a tutti questi “studiosi” non viene in mente di usare altri sistemi per “difendersi” dal mare, così come avveniva anni addietro? È possibile che la ditta che si è aggiudicata i lavori non abbia tenuto conto del rovescio della medaglia?».

Insomma, «aspettiamo risposte nelle prossime ore, altrimenti vedremo come comportarci».

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