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Auto in fiamme, sentiti alcuni giovani

Auto in fiamme, sentiti alcuni giovani

Vanno avanti senza sosta le indagini dei militari sull’incendio appiccato a veicoli in sosta nella notte tra venerdì e sabato

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ARGENTA. S’intensifica l’indagine dei carabinieri di Argenta per dare un nome alla mano che nella notte tra venerdì e sabato, ha nuovamente appiccato il fuoco alle auto nella zona Peep di Argenta. Una mano che con ogni probabilità è la stessa che ha gettato la benzina sulle altre sei auto il 9 dicembre scorso sempre nella stessa zona. Che si vogliano stringere i tempi, lo si è notato nel primo pomeriggio di sabato quando, nella caserma di Argenta, sono stati visti entrare alcuni giovani chiamati semplicemente come probabili persone informati sui fatti.

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Nulla al momento è trapelato e gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo. Anche ieri gli investigatori dell’Arma, hanno svolto degli accertamenti e con ogni probabilità, anche oggi, nella caserma della compagnia di Portomaggiore, verrà fatto il punto della situazione direttamente con il comandante provinciale dei carabinieri il colonnello Carlo Pieroni. Tornando agli incendi delle ultime quattro auto, chi sta pagando un danno non da poco, è Moreno Talamini, proprietario della Fiat Punto blu intaccata dalle fiamme sprigionatisi dall'altra Fiat Punto parcheggiata a fianco. Ieri mattina, Talamini, si è recato all’edicola Marangoni di piazza Giovanni XXIII, ad Argenta per acquistare La Nuova Ferrara. Alla domanda se effettivamente l’auto bruciata era la sua, ammette senza giri di parole e aggiunge «purtroppo è da buttare. Le fiamme - aggiunge - hanno staccato tutto e quindi è irrecuperabile e questo mi sta provocando un problema. Quale? Ho mia suocera ricoverata all’ospedale di Faenza per un piccolo intervento e con la mia auto, anche se datata, sarei andato a trovarla per le esigenze del momento e invece....e non so come fare. Probabilmente ci rivolgeremo a qualche parente perché ci aiuti in questo momento così difficile».

L’incontro con Moreno Talamini consente anche di chiarire che la prima auto a prendere fuoco è stata la Fiat Panda dove qualcuno, prima dei pompieri, ha tentato di spegnere l’incendio gettando il contenuto di un estintore. Chi, invece, ha buttato giù dal letto lo stesso Talamini, sono state le esplosioni una di seguito all'altra. Botti probabilmente causati dall'incendio dei pneumatici. «Quando ho aperto la finestra - conclude sconsolato - ho visto i pompieri e i carabinieri nel parcheggio dove c’era la mia auto. Sono sceso ma ormai non c’era più niente da fare e ora dovrò vedere come fare per trovare un’altra auto». E come lui, sono nella medesima situazione la famiglia di origine marocchina, Sonia Buzzoni e Nadia Romagnoli, rispettivamente proprietari della Fiat Ulysse, la Punto rossa e la Panda bianca.

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