«Uniti contro il terrorismo»
In 200 in piazza a Cento per la manifestazione indetta dal centro musulmano
CENTO. «Per combattere il terrorismo, serve integrazione. Per questo, occorre lavorare insieme su un piano di lavoro che permetta d'individuare spazi e percorsi d'inclusione, e che unisca persone e risorse in una grande e pacifica società civile».
È questo il messaggio che è stato lanciato dalle circa 200 persone, che ieri mattina hanno partecipato alla manifestazione che si è svolta in piazza Guercino, organizzata dal Centro Culturale per la Convivenza di Cento, per condannare gli attacchi terroristici di Parigi. Rappresentata per l'occasione, tutta la comunità musulmana del territorio, una folla pacifica, di uomini, donne e bambini schierati, con tanto di cartelli e striscioni, per ribadire che «l'Islam è una religione di pace e fratellanza, e non di odio e di violenza».
In prima fila, il presidente del Centro culturale centese Abderrahim Faisel e il segretario Nordine Kacimi, l’Imam Ahmed Shialabi Badr, il presidente Mountassir Hamadi e una delegazione della Federazione Regionale Islamica dell’Emilia Romagna, il Centro Culturale Islamico di Pakistan “Minhajul Quran” di Cento, con i referenti Adil Azar e Shahzad Ahmad, l'associazione centese Mondo col presidente Gerard Yahaut.
«Siamo in piazza oggi – è intervenuto Kacimi – per condannare con forza ogni forma di violenza e qualsiasi atto terroristico, ma per combatterlo fin dalle sue radici, serve che la comunità centese faccia programmi che promuovano la pacifica e civile convivenza tra le persone. In questo, gioca un ruolo fondamentale il fatto d'individuare un luogo e sistemi d'integrazione». Un appello chiaro, quello lanciato dai musulmani radunati nella piazza centese, subito colto dal sindaco Piero Lodi.
A testimoniare la netta condanna contro il terrorismo, in Italia per insegnare il culto ai fedeli, l'imam Ahmed Shialabi Badr: «In ogni sede e occasione, stiamo condannando il terrorismo. Anche nel centro di culto e preghiera, si punta a far capire alla gente l'importanza di vivere pacificamente insieme, per creare un terreno fertile alla convivenza. La scelta di venire in Italia è stata nostra, e ora che siamo qui, vogliamo vivere insieme e in pace».
Per tutti, un minuto di silenzio in ricordo delle vittime, «dei giornalisti, degli agenti delle forze dell’ordine, degli inermi cittadini francesi e di tutti coloro che, nel mondo, hanno perso la vita sotto il fuoco dei terroristi criminali. La nostra vicinanza e le condoglianze ai familiari».
Beatrice Barberini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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