Carife, all’ultimo atto la vendita del leasing Filiali, Intesa lascia
L’accordo per Commercio e Finanza al vaglio di Bankitalia Un potenziale acquirente del gruppo si sta però defilando
A -126 giorni dal termine del commissariamento Carife qualche passo in avanti sembra esserci e riguarda, in particolare, Commercio e Finanza. Nel corso dell’incontro di ieri pomeriggio con i dirigenti, la rete e i consulenti, i commissario Giovanni Capitanio e Antonio Blandini, quest’ultimo presentato ufficialmente proprio in quest’occasione a distanza di molti mesi dall’insediamento, hanno confermato che la cessione della società di leasing napoletana del gruppo è in dirittura d’arrivo: mancherebbe solo il visto della Vigilanza Bankitalia, un passaggio non banale ma che viene evidentemente dopo il raggiungimento di un accordo con il compratore dei crediti napoletani (il gruppo Fonspa era in pole position). Capitanio e Blandini hanno anche ribadito che il commissariamento si concluderà a fine maggio, senza proroghe, e senza “spezzatini”: si deve intendere, quindi, che l’obiettivo resta la vendita in toto della banca e che ai rappresentanti di Bankitalia sono convinti della possibilità di raggiungerlo. L’incontro di ieri serviva effettivamente a rassicurare chi sta in prima linea nei confronti della clientela, e deve fronteggiare continue richieste d’informazioni anche da parte dei piccoli azionisti. Nulla è invece trapelato, nè ufficialmente nè informalmente, all’esterno, e anche per i dipendenti napoletani di Commercio e Finanza quella di ieri è stata una giornata di inutile attesa. Nessun passo formale, tra l’altro, nemmeno sul fronte delle lettere di trasferimento dei dipendenti napoletani a Ferrara, per rafforzare indirettamente la rete, che erano state annunciate dai commissari a fine anno.
La cessione, in parte o del tutto, dei crediti di Commercio e Finanza resta lo snodo fondamentale per affrontare la partita della vendita di Carife. Per il resto, però, la giornata non ha fatto registrare passi in avanti, anzi è giunta l’ennesima smentita sul fronte Intesa San Paolo, da sempre indicata come possibile “cavaliere bianco” di Carife. In un’intervista a Affari e Finanza , l’inserto economico di Repubblica, l’amministratore delegato Carlo Messina è stato perentorio: «Nell’area retail non faremo acquisizioni nè in Italia nè all’estero. Niente Mps o Carige. Cercheremo invece anche la crescita esterna nei settori del private banking e dell’asset management». Fonti interne della banca hanno poi confermato che queste parole valgono anche per Carife, non l’unico dossier sottoposto in questi mesi a Messina (Banca Marche, altro istituto commissariato, è addirittura partecipato da Intesa), ad essere stato richiuso senza troppi approfondimenti. Non si tratta di tatticismi, spiegano alla banca che controlla tra l’altro Carisbo: l’obiettivo di Intesa è oggi ridurre a 6 entro due anni il numero di banche locale incorporate, che sono 17, ed efficientare ulteriormente la rete degli sportelli, introducendo tra l’altro aree specializzate in consulenza personal e rimodulando gli orari. Carisbo in città, per esempio, ha visto ampliare alle 19 e al sabato mattina l’orario di apertura, mentre altre filiali sono chiuse al pubblico di pomeriggio. In generale, gli sportelli bancari sono meno appetibili di qualche anno fa, poiché l’operatività della clientela di sta spostando verso l’online: anche questo fattore rende più difficile vendere una banche come Carife, la cui forza sta appunto nel radicamento territoriale. Intesa, a questo punto, può essere fatta rientrare in gioco solo da una forte “moral suasion” di Bankitalia.
Oggi dovrebbe essere il giorno del decreto Renzi sulla trasformazione in spa delle Banche popolari, che ha già scatenato un putiferio in Borsa. Il percorso sembra propedeutico allo sposalizio tra le big Popolari e Mps, ma interessa potenzialmente anche Ferrara in quanto PopEmilia è stata più volte accostata alla Cassa ferrarese. È chiaro che l’avvio di un processo di trasformazione come quello attribuito al governo, costringerebbe anche Bper a concentrare tutte le energie su questo tema, ponendo in secondo piano tutto il resto, acquisizioni comprese: e il dossier Carife, come ormai noto, richiede risposte in tempi brevi.
Restano sul terreno il «lavoro a 360º» portato avanti dall’advisor Vitale per conto della Fondazione Carife, che però non ha finora prodotto altri papabili (forse il nome di Bnp-Bnl uscito in questi giorni in varie filiali può essere riconducibile a quest’ambito); e appunto la garanzia verbale, ribadita più volte dai commissari, che la banca troverà una sua collocazione. Ormai però siamo nella fase decisiva.
Stefano Ciervo
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