Comunità ebraica, si cambia
Andrea Pesaro è stato eletto nuovo presidente, succede a Michele Sacerdoti
La comunità ebraica di Ferrara ha un nuovo presidente. Dopo un lungo mandato al vertice di Michele Sacerdoti gli succede ora Andrea Pesaro. Il nuovo presidente è stato eletto ad inizio mese e dal 26 gennaio sarà stabilmente a Ferrara per dirigere una comunità che vanta 80 rappresentanti. Andrea Pesaro ha 77 anni, laurea in ingegneria, prima di andare in pensione faceva il dirigente d’azienda.
È nato a Ferrara nella celebre famiglia ferrarese dei Pesaro, ha vissuto mi primi anni a Vercelli, prima di riparare in Svizzera durante il periodo delle persecuzioni razziali, e poi è ritornato a Ferrara fino al biennio universitario che poi ha completato a Milano. Nel capoluogo milanese si è poi laureato e ha trovato lavoro e quindi si è stabilmente trasferito in quella città. Ma il richiamo ferrarese è molto forte ed eccolo alla guida della storica comunità di via Mazzini.
Ingegner Pesaro, con questa presidenza prosegue una tradizione di famiglia.
«In effetti, mio nonno materno, Silvio Magrini, è stato presidente della Comunità ebraica di Ferrara nel periodo più tragico della sua storia dal 1930 al 1943 e venne deportato nei campi di concentramento. Mio padre, Marcello Pesaro, ha ricoperto l’incarico dal 1960 al 1985».
Vi apprestate a celebrare insieme alla città la Giornata della Memoria che cosa rappresenta per lei?
«La Giornata della Memoria è una manifestazione celebrativa dell’Italia e degli italiani nei confronti di quello che è stata la tragedia degli ebrei italiani e nel mondo. Una celebrazione che ci trova come oggetto, è chiaro che questo è per noi motivo di grande partecipazione. In pratica è una contrapposizione di quello che è stato il periodo fascista con gli ebrei perseguitati. Ora invece vengono riconosciute le sofferenze che gli ebrei hanno dovuto sopportare».
A che punto sono i lavori per ristrutturare le sinagoghe di via Mazzini, danneggiate dalle scosse di terremoto del maggio 2012?
«Siamo nella fase del progetto esecutivo. Contiamo a metà anno di avviare il cantiere per sistemare le sinagoghe. La segreteria della comunità ebraica continuerà comunque a rimanere in via Mazzini».
Sono giorni difficili per tutti dopo gli attacchi di Parigi. Voi come vivete questo nuovo allarme?
«Devo dire che c’è un rapporto molto stretto con le autorità e le forze dell’ordine per la sicurezza pubblica. Non è solo però in questo periodo che c’è l’allarme, in pratica, da sempre è così».
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