In cassa integrazione oltre 3.500 lavoratori I posti sono a rischio
«Oltre 3.500 lavoratori dei settori industriali sono coinvolti dall’uso di ammortizzatori sociali, almeno la metà di quei posti di lavoro sono a rischio di sparire nelle prossime settimane». A...
«Oltre 3.500 lavoratori dei settori industriali sono coinvolti dall’uso di ammortizzatori sociali, almeno la metà di quei posti di lavoro sono a rischio di sparire nelle prossime settimane». A lanciare l’allarme occupazione è la Cgil che nella riunione del direttivo del 13 gennaio ha approvato una bozza per una piattaforma finalizzata al rilancio economico e sociale del Ferrarese. Una provincia che “vede riaprirsi un pericoloso divario territoriale con il resto della regione”, scrive il sindacato, il tutto in assenza conclamata di ripresa economica.
La Cgil rileva la situazione critica sul versante della manifattura: «Vanno ripresi gli impegni assunti nelle sedi istituzionali in occasione di accordi difensivi e/o espansivi (riconversione stabilimento saccarifero di Bondeno, Vm, Basell, Servizi Ospedalieri, eccetera)». Per quel che concerne la nascita di nuove imprese, va riorientata l’attività di Sipro: «L’agenzia deve essere il braccio operativo delle amministrazioni locali e interfacciarsi con le politiche regionali nel nuovo contesto istituzionale caratterizzato dal mutato profilo istituzionale della Provincia come ente di governo del territorio». Non deve calare l’attenzione sul petrolchimico cittadino, secondo la Cgil, che chiede il perseguimento di un nuovo accordo di programma finalizzato allo sviluppo degli investimenti, ripristinando inoltre il tavolo istituito in Regione nel 2013 che fu propedeutico all’accordo Basell. Occhio anche per ciò che concerne gli appalti in ogni settore. In edilizia, dopo la richiesta di capire “quanta ricostruzione post sisma è in itinere e a che stadio”, il documento sottolinea che “la grande quota di invenduto frutto dell’enorme ciclo espansivo del decennio pre-crisi pone l’esigenza di approntare strumenti per far decollare un mercato dell’affitto calmierato che dia risposta al nuovo fabbisogno abitativo».
Capitolo servizi pubblici locali. Per il sindacato di piazza Verdi «è necessario che le istituzioni riprendano pienamente compiti di indirizzo, programmazione, gestione e controllo atti a garantire il ciclo integrato dei servizi stessi». Necessario inoltre mantenere la proprietà pubblica della maggioranza azionaria in Hera, spingendo la multiutility a “un rilancio degli investimenti mirato ai territorio di elezioni con esplicite funzioni anticicliche”. Sul versante trasporto pubblico locale, aggiunge la Cgil, “va interrotto il processo di disinvestimento iniziato nel 2009”. Sanità provinciale: «Va completato il processo riorganizzazione con la strutturazione e il completamento dei te ospedali di comunità e delle case della salute».
Infine il riassetto dei poteri pubblici, con il “disordine istituzionale che rappresenta un’occasione transitoria e forse irripetibile”: da accelerare la fusione tra i Comuni più piccoli e le Unioni dei Comuni per la gestione dei servizi, mentre la nuova Provincia dovrebbe diventare la sede di tre tavoli da essa coordinati: lavoro e politiche di sviluppo, servizi pubblici locali e welfare.
Fabio Terminali
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