«La gente ha il diritto di chiedere sicurezza»
Il nuovo questore di Ferrara, Antonio Sbordone, si presenta alla città. Il prossimo lunedì l'insediamento: sono contento di venire da voi
Lunedì arriverà a Ferrara il nuovo questore Antonio Sbordone. Originario di Napoli, 52 anni compiuti il mese scorso, prende il posto di Orazio D’Anna che a suo volta andrà a ricoprire l’incarico di questore di Livorno.
Dottor Sbordone è mai stato a Ferrara?
«No, non sono mai stato a Ferrara, ma ne ho sentito parlare molto bene, mi hanno chiamato in tanti per descrivermi in maniera positiva la città. Diciamo che a parte un incarico da questore vicario a Pesaro, ho sempre svolto il mio lavoro al Sud».
A proposito di carriera, lei è stato anche dirigente della Digos di Napoli, un bel banco di prova...
«In effetti vi ho lavorato per una ventina di anni. Quando poi ti sposti in realtà territoriali più piccole deve prendere le misure giuste e inserirti nel nuovo contesto».
Ha già preso contatti con la questura di Ferrara in questi giorni dopo la nomina ministeriale?
«Sì, certamente. Ho già parlato con il questore D’Anna con il vicario Roatta, con il capo di Gabinetto, Scroccarello. Devo dire che a parte la dottoressa Gravina, con cui ho lavorato alla questura di Napoli, non conosco nessuno. Abbiamo parlato più che altro dell’immediato, in particolare dell’insediamento di lunedì e delle celebrazioni per la Giornata della Memoria in programma il giorno successivo martedì 27 gennaio».
Guardando gli indici di criminalità, che idea si è fatto, ovviamente ancora sulla carta, della realtà ferrarese?
«Si tratta di una realtà sicuramente più tranquilla rispetto ad altre zone, tuttavia si riscontra un aumento della microcriminalità. La popolazione richiede giustamente una presenza sul territorio e ha bisogno di essere tranquillizzata. La serentità deve essere tutelata».
Ci parli della sua famiglia?
«Sono sposato con tre figli, due maschi di 25 e 20 anni e una ragazza di 18».
Così, a pelle, lei mi sembra un grande tifoso del Napoli?
«Ha ragione sono molto tifoso della squadra della mia città, però, e lo dico con sincerità, fin da bambino mi piaceva molto la Spal, quando giocava in serie A, mi ricordo il nome strano che catturava e la maglia molto bella che vedevo nelle figurine dei calciatori. Napoli e Spal poi sono unite dai colori biancoazzurri».
Vuole rivolgere tramite il giornale un saluto ai ferraresi?
«Sono sinceramente contento di venire a Ferrara, non avrei saputo immaginare una destinazione migliore e sono anche convinto di trovarmi bene. Voglio da subito conoscere tutte le problematiche per affrontarle in maniera decisa».
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