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Psicosi esche avvelenate Ronde a difesa dei cani

Psicosi esche avvelenate Ronde a difesa dei cani

Lagosanto, polpette letali nell’area in cui si trova la sede dell’Auser Intanto i proprietari hanno sporto denuncia alla Polizia municipale del Delta

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LAGOSANTO. Un cane morto, uno salvato in extremis, 8 polpette avvelenate e tanta apprensione da parte di molte persone che ora hanno timore a portare a spasso i propri cani nella zona della sede Auser.

Il 2015 a Lagosanto è iniziato così, con la paura per i proprietari di cani, che ora dovranno guardarsi dai cassonetti dei rifiuti, dove sono state trovate le polpette, ma chi ha rinvenuto questi letali bocconi per quello che viene definito per antonomasia il migliore amico dell'uomo, non ha intenzione di certo di fermarsi ad una denuncia dell'accaduto agli agenti della Polizia municipale del Delta. Infatti la notizia del ritrovamento delle polpette al Lumacol (lumachicida), perché di questo si tratta, dai risultati delle analisi effettuate dal veterinario ravennate che ha curato uno dei due cani avvelenati, ha portato molti proprietari di cani a svolgere dei sopralluoghi nelle zone dei cassonetti e vicino alle aree verdi per scoprire la presenza eventuale di altre polpette. Ma la creazione di questi gruppi di vigilanza non è l'unica azione che i residenti vogliono attuare, infatti alcuni stanno già proponendo un progetto, un'idea, che pare abbia trovato riscontro positivo in diverse persone, proprietarie di cani e non solo, quello di dar vita ad un comitato di tutela e sostegno e soprattutto attivo nelle segnalazioni di situazioni di potenziale pericolo.

«Così facendo - commenta una delle persone che ha ritrovato le polpette avvelenate - si mette non solo in pericolo la vita degli animali domestici, ma anche potenzialmente quella delle persone. Quello che sta accadendo riporta alla ribalta un argomento che a Lagosanto è stato accantonato già da un po', quella della creazione di un'area sgambamento cani. Con il sindaco Ricci se ne era parlato, si era anche già individuato un'area idonea allo scopo, nei pressi del parco commerciale Alìper, ma poi è sopraggiunta la disgrazia della sua morte e la questione è stata accantonata. Abbiamo timore di quel che può succedere, non siamo tranquilli, in paese non esiste il randagismo, tutti i cani hanno un padrone e quando esci a fare la passeggiata non puoi essere sempre lì a controllare dove il cane annusa. Questa vicenda rischia di diventare un incubo, per questo abbiamo deciso di attivarci e fare dei sopralluoghi per essere tranquilli e per salvaguardare i nostri amici a quattro zampe».

Maria Rosa Bellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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