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«Stop alle notti senza fine, così perdiamo i giovani»

«Stop alle notti senza fine, così perdiamo i giovani»

Lo sfogo del padre di Michela Berveglieri, la fidanzata di Francesco Marzola, il dj morto domenica scorsa in superstrada. Lo strazio degli amici su Facebook
LO SCHIANTO NELLA NOTTE: L'INCIDENTE
COLPO DI SONNO IN UN INCIDENTE SU CINQUE
IL BOATO E LA MORTE: IL RACCONTO DELLA FIDANZATA
UNA SERATA DEDICATA A "MARZO DJ"

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«Fraaaaannnzzzz!!!! se ti scrivo è perchè, se da dove sei ti fanno leggere facebook, devi sapere che non ti dimenticheremo mai!». Il profilo di Francesco Marzola continua ad accogliere i post pubblicati a raffica dagli amici del giovane. Dolci e affettuosi, corredati di dediche, foto e commenti ispirati dal dolore di una perdita che non si può colmare. Un coro animato dai pensieri più belli di chi aveva condiviso momenti ed esperienze con il venticinquenne dj di Cassana, morto domenica mattina in superstrada mentre stava rientrando dalla discoteca assieme alla fidanzata Michela Berveglieri. L’auto tamponata, l’uscita di strada, la corsa nel fossato, lo schianto contro l’albero, il racconto tragico della fidanzata sono dettagli di cronaca.

A riempire le pagine di Facebook sono i ricordi privati. «Vorrei solo la macchina del tempo», «Amore quanto mi manchi», «Avevamo cominciato questo nuovo anno con tanti progetti insieme, di lavoro e di vita.. non è giusto..», scrive Michela sul suo profilo. Un amore scoccato l’estate scorsa, spezzato da un boato notturno mentre una vita si spegneva fra le lamiere dell’auto. Impossibile rimanere indifferenti di fronte all’ennesimo lutto e a quel rientro a casa che veniva quasi ad accavallarsi col turno di servizio che poche ore dopo attendeva “Marzo” nel bar della stazione.

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Lo sfogo di Massimo Berveglieri, 55 anni, artigiano, il padre di Michela, è forte e diretto. Come può esserlo quello di un padre che si è visto riconsegnare dal caso la figlia ma non potrà più abbracciare il fidanzato di lei. «Michela si sta riprendendo fisicamente e la lesione alle costole guarirà. I medici ci hanno detto che sarà più lungo il recupero dello choc. Ci vorranno mesi, molto tempo», prevede. Ma poi il discorso si allarga ed esce dal privato per riproporre un tema che accomuna il mondo dei giovani, attacca uno stile di vita e chi lo perpetua. «Tra sale da ballo, locali aperti a tutte le ore, serate in pizzeria, ritrovi nei bar per i giovani la notte quasi non basta. Ai miei tempi si usciva di casa alle 10 di sera e si rientrava all’1 di notte. Oggi ci si incontra a mezzanotte e si va avanti fino all’alba. È tutto il sistema che funziona così ed è sbagliato. Francesco era un bravo ragazzo e oggi ci tocca piangerlo».

 

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