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TRE DOMANDE E LE PARI INOPPORTUNITÀ

Se esaminata con più attenzione, però, rivela come può valere un motto vecchiotto rielaborato: tra moglie e marito non mettere l’incarico. Il tratto clamoroso del caso dei signori Pedaci-Battistini,...

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Se esaminata con più attenzione, però, rivela come può valere un motto vecchiotto rielaborato: tra moglie e marito non mettere l’incarico.

Il tratto clamoroso del caso dei signori Pedaci-Battistini, sta nel fatto che lui, il marito, vicesindaco di Cento, ha rassegnato le dimissioni irrevocabili, perché lei, la moglie, è stata nominata nel consiglio d’amministrazione dell’Ente Territorio dal sindaco Piero Lodi.

Pedaci sabato ha spedito una email al primo cittadino per esprimergli il suo dissenso su una scelta che ritiene “inopportuna”. Da quel che si intende perché i due incarichi potrebbero rivelarsi incompatibili o perché Pedaci a monte è convinto che, con il proprio ruolo in municipio, sua moglie “non può o non dovrebbe” occupare un altro posto di potere nella società partecipata dal Comune.

A monte, e ulteriormente a monte, roteano alcune domande. Che sono solennemente legittime perché riguardano persone, ruoli e cosa pubblica.

1.Circa la compatibilità il vicesindaco Pedaci e la signora Battistini non potevano verificare e accordarsi domesticamente prima di creare l’attuale impasse?

2.Perché non esiste una pari inopportunità tra l’incarico di vicesindaco e il posto nel consiglio d’amministrazione dell’Ente Territorio?

3.Il sindaco Lodi, nominando la signora Battistini nel consiglio d’amministrazione, non era stato preventivamente informato delle ripercussioni sulla Giunta centese? (st. sc.)

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