«Commissari rassicuranti e deludenti»
Carife, nell’incontro di lunedì le parole di Capitanio e Blandini non sono state confortate da numeri e questo crea incertezza
«Loro si sono dimostrati fiduciosi, ma l’incontro non ha sortito un effetto particolare. Diciamo che è stato abbastanza deludente, almeno stando al mio personale sondaggio tra i colleghi presenti».
Loro sono i commissari di Bankitalia. I colleghi sono i dirigenti di Carife che lunedì erano presenti all’incontro con Giovanni Capitanio e Antonio Blandini. Chi riferisce sullo stato d’animo è uno dei partecipanti all’incontro: «I commissari hanno usato parole rassicuranti, hanno dato la sensazione che vi siano reali interessi nei confronti della banca e hanno detto che entro maggio sarà trovata la soluzione. Nonostante ciò chi è a contatto con la clientela continua a essere disarmato come prima, non ha da spendere reali argomenti. Senza numeri, senza l’idea che ci sia una strategia non siamo in grado di comunicare altro che congetture a clienti e soci che sono disorientati e chiedono a noi quale è la situazione. Non è facile lavorare in queste condizioni e per di più con una concorrenza che si fa sentire. La gente è stanca di metterci la faccia».
A quattro mesi (meno 125 giorni) dalla scadenza del commissariamento, lo scenario bancario e normativo non è quello ideale. La Bce continua a chiedere alla banche di rafforzarsi patrimonialmente, il che inibisce chi vuole procedere ad acquisizioni; istituti importanti come Banca Intesa (il cui nome come possibile acquirente di Carife non è mai sparito del tutto) ha fatto sapere ai quattro venti che non ha alcuna intenzione di procedere ad acquisizioni nel retail; il consiglio dei ministri ha varato proprio ieri il provvedimento che riforma le banche popolari, per cui se la Banca Popolare dell’Emilia Romagna (Bper) aveva davvero una mezza idea di prendersi Carife o di concorrere alla sua acquisizione, nei prossimi mesi dovrà pensare innanzitutto a come trasformarsi in spa.
In questo anno e mezzo i commissari hanno provveduto a cospicui accantonamenti per salvaguardarsi dalle brutte sorprese dei crediti problematici; è una strategia che può rendere appetibile Carife in quanto ne migliora l’indice di copertura, per cui chi la comprasse potrebbe per riflesso vedersi migliorare il proprio. Il fatto, però, che i commissari non forniscano dati economici sul reale andamento della banca in questo anno e mezzo, non contribuisce a rasserenare i dipendenti e chi detiene le azioni Carife.
Negli ambienti della Fondazione le parole dei commissari sono state apprezzate, proprio perché lasciano intravedere uno sbocco che non è quello della liquidazione coatta prefigurato come possibile dall’ex vice direttore generale Paolo Bonora.
Ma nelle parole dei commissari di rassicurazioni sul fronte patrimoniale - sorvegliato in modo speciale dalla sentinella Fondazione - non ne sono arrivate ed è un silenzio che non fa dormire sonni tranquilli.
La notizia che tutti si attendono dai commissari e che ci si augura arrivi davvero presto - come hanno fatto presagire Capitanio e Blandini - è lo scioglimento del nodo Commercio e Finanza. A quel punto anche le rassicurazioni fornite a parole dei commissari sul futuro di Carife (ce ne andremo a fine maggio senza proroghe) acquisirebbero un diverso peso in quanto sostanziate da un primo tangibile riscontro.
Marcello Pradarelli
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