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In 20mila in fuga dal vaccino

di Alessandra Mura
In 20mila in fuga dal vaccino

Allarme Fluad, la prevenzione è crollata del 25%. Duemila a letto con la febbre, saranno tremila col picco di fine mese

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L’effetto-Fluad non ha risparmiato Ferrara: 20.000 vaccinazioni antinfluenzali in meno sulle 80mila previste, un crollo del 25% rispetto alle attese.

Il dato proviene dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Asl, proprio a ridosso del picco massimo di incidenza del virus, atteso tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio. In questi giorni si stanno completando gli inserimenti dei dati da parte dei medici di famiglia nel sistema Sole (Sanità on line) regionale, che permetterà di ottenere un quadro più completo dell’impatto del virus influenzale sulla popolazione ma fin da ora, spiega il direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Asl, Giuseppe Cosenza, si può registrare un dato evidente: sugli 80mila vaccini distribuiti dall’azienda sanitaria sul territorio ferrarese, ne sono stati utilizzati solo 60mila, con una quota di “scarto” - 20mila vaccini - del tutto inconsueta rispetto agli anni scorsi.

A pesare sulla “fuga” dal vaccino è stato naturalmente il caso delle morti sospette del novembre scorso che avevano visto come indiziato principale - poi assolto - il vaccino antinfluenzale Fluad. «Un calo dovuto certo alla preoccupazione che la vicenda ha sollevato - concorda Cosenza - ma certo non ci hanno aiutato le voci allarmistiche diffuse da chi avrebbe dovuto sostenere l’importanza della vaccinazione», conclude.

Del resto, al netto delle polemiche tutte ferraresi, il dato provinciale non si discosta da quello nazionale: secondo le stime del centro studi della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), l’effetto-Fluad ha determinato, rispetto al 2013, una diminuzione delle vaccinazioni tra il 20 e il 25%, pari a due milioni di persone in meno che hanno deciso di proteggersi dal virus.

«L’incidenza sta raggiungendo la sua punta massima in questi giorni - prosegue Cosenza - La categoria più colpita risulta essere quella dei bambini più piccoli, della fascia di età compresa tra i zero e i quattro anni. Fortunatamente la popolazione anziana sembra essere stata quella più propensa a vaccinarsi, e l’incidenza minore si sta registrato proprio tra le persone con più di 65 anni».

I sintomi si manifestano in particolare con la febbre alta fino a 39°-39.5° e la tosse, ma anche con disturbi che coinvolgono stomaco e intestino.

Secondo il servizio Influnet del Ministero della Salute, nella seconda settimana di gennaio l’incidenza epidemiologica è stata pari a 5,77 ogni mille abitanti, il che porta a una proiezione, per la nostra provincia, di duemila ammalati; un numero destinato a toccare quota tremila in corrispondenza del picco di influenza, considerato che vaccinarsi a questo punto è inutile ed è ormai tardi per correre ai ripari.

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