La Nuova Ferrara

Ferrara

«Mi dimisi per chiudere la vicenda»

«Mi dimisi per chiudere la vicenda»

Il sindaco di Canda, ex dipendente Lyondell-Basell, si difende dall’appropriazione indebita di computer e materiale

2 MINUTI DI LETTURA





Spiega di essere presente al processo perchè «questa vicenda andava affrontata, e voglio spiegare tutto quanto mi viene chiesto», dice rivolto al giudice. In realtà spiegazioni ne ha date solo in linea generale su come era organizzato il sistema degli ordini di acquisto della sua ex azienda, che erano sempre e comunque vistati ed autorizzati da dirigenti a lui superiori. Spiegazioni generali anche sul fatto che alcuni pezzi del materiale acquistato erano più che necessari per il lavoro svolto all’interno di Lyondell-Basell e quindi non si trattava di acquisti personalizzati. In aula, parla, davanti al giudice Stefano Amore e alla pm onoraria Anna De Rossi, Alessandro Berta, 40enne, ex dipendente dell’azienda ferrarese (ex perchè dimessosi dopo i fatti contestati e quindi licenziato autonomamente), attualmente sindaco di Canda nel Rodigino.

Un interrogatorio fiume durato quasi un’ora e mezza, ieri mattina, davanti ai magistrati e ai legali, Francesco Berto di Rovigo che lo difende, e Luca Bassi per l’azienda che oggi chiede conto delle presunte appropriazioni indebite.

Chiede chiarimenti, il giudice Amore, sul perchè dell’acquisto di una macchina fotografica Nikon con obiettivo, materiale non in linea merceologica con una azienda chimica come Lyondell-Basell.

Pronta la spiegazione: si tratta di un apparecchio necessario per fotografare gli esperimenti all’interno del laboratorio di Morfologia, poichè le analisi al microscopio vanno fotografate e filmate. E perchè i computer acquistati per scopi ’personalizzati’? Erano stati acquistati, ha spiegato al giudice, perchè servivano all’esterno per altre funzioni (e fa il nome di dirigenti cui erano stati destinati) e non conteggiati o usati nel sistema globale dell’azienda. L’accusa ritiene però che tutti questi ordini di acquisto fossero stati addebitati all’azienda, ma non sarebbero mai stati trovati in uffici e laboratori: materiale informatico che sarebbe stato acquistato con ordini diretti da Berta e che poi si sarebbero «persi» e mai più ritrovati: pc, portatili, macchine fotografiche appunto. Questa l’accusa, nata dalla denuncia dell ditta e poi l’indagine della squadra mobile e della porcura di Ferrara (pm Proto). Alla fine, per l’ex dipendente Lyondell Basell, oggi sindaco, il processo per appropriazione indebita di merce per circa 30mila euro. Nell’interrogatorio si è soffermato sulla mattina in cui decise dopo un incontro coi suoi superiori di dimettersi e ha spiegato che gli sarebbero state fatte rassicurazioni che si sarebbe chiuso tutto con la sua uscita dall’azienda. Alla richiesta di chiarimenti, Berta non risponde direttamente e spiega: «Firmai le dimissioni ai dirigenti (fa i nomi, ndr), avevo deciso da tempo di entrare in una attività con conoscenti, fuori, nella cooperazione sociale». Si torna in aula il 14 aprile. (d.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google