La Nuova Ferrara

Ferrara

la tragedia

«Quella sera sarei dovuto salire anch’io sull’auto»

«Quella sera sarei dovuto salire anch’io sull’auto»

L’amico del dj Marzola: poi ho rinunciato e ho chiesto anche a lui di non andare.Tanti anni tra i piatti delle console: Francesco voleva che diventasse il suo lavoro
Lo street bar e poi la "disco" e all'uscita l'ultimo spuntino
Stop alle notti senza fine, così perdiamo i giovani: lo sfogo della fidanzata

3 MINUTI DI LETTURA





 

 

 

 

 

 

Gabriele Iannice e Francesco Marzola, i due amici dj alla console durante una festa

In un film del 1997 il futuro si celava dietro due porte scorrevoli. Trovarle aperte o chiuse non era un dettaglio, semplicemente cambiava la vita. Sabato sera Gabriele Iannice le ha trovate chiuse. E oggi racconta: «Su quell’auto avrei dovuto esserci anch’io. Dovevamo andare insieme al Barracuda, io e Francesco. Ma non me la sono sentita, in settimana avevo avuto un po’ d’influenza e sabato mi sono accorto che ero agitato e piuttosto ansioso. Alla fine ho rinunciato e ho detto anche a Francesco, che mi aveva chiamato, di non andare ai lidi: “Stai a casa, riposati visto che domattina sei di turno al bar”. Mi ha risposto che non ci andava da solo, ma con Michela e ci siamo salutati».

Gabriele ha 31 anni e lavora come grafico pubblicitario in una nota azienda di Ferrara. Nel tempo libero coltiva lo stesso hobby di Francesco Marzola, il giovane morto domenica mattina poco prima delle 5 mentre stava rientrando a casa dalla discoteca Barracuda, di Lido Spina, assieme alla fidanzata.

Un’altra auto sulla quale viaggiavano due ragazzi di Bondeno che avevano trascorso la serata nello stesso locale da ballo ha tamponato l’Opel Corsa di Francesco che dopo essere finita in un fossato, all’altezza di Cona, si è schiantata contro il tronco di un albero. Marzola, “Marzo” per gli amici, è morto sul colpo, la fidanzata è stata ricoverata in ospedale.

A far suonare la campanella dell’allarme in casa Iannice sono stati domenica mattina, «verso le 9.30-10», alcuni amici comuni. «Avevano letto su un giornale online che in superstrada c’era stato un incidente grave e che era morto un ragazzo. Nel pezzo erano riportate le iniziali dI Francesco, tutti però sapevano che su quell’auto avrei dovuto esserci anch’io», spiega Gabriele Iannice. «Francesco lo conoscevo da tanti anni - ricorda il trentunenne grafico e dj - era più giovane ma aveva la passione della musica, come me. Voleva imparare e diventare bravo per trasformare la console nel suo lavoro. Quasi tutti i week end giravamo per i locali della provincia e spesso andavamo al mare. Non sempre tornavamo a Ferrara dopo essere usciti dalla discoteca, qualche volta si decideva di restare ai lidi».

L’amicizia tra i due giovani era nata proprio attorno ai piatti utilizzati dai disc jockey per animare le serate nelle sale da ballo. «Negli anni era diventato un po’ esperto e ora stava iniziando a prendere piede con un repertorio di musica commerciale, molto gradita dai ragazzi. Stava trovando la sua strada, ce la poteva fare - così lo ricorda ancora l’amico - Noi eravamo due fratelloni, ci raccontavamo tutto, sapevamo ogni cosa l’uno dell’altro. Domenica ho perso molto più di un amico. Lo ammiravo, aveva entusiasmo e voglia di vivere, ce la metteva tutta anche sul lavoro».

Il dolore che la scomparsa di “Marzo” ha suscitato tra amici e familiari continua intanto ad animare i social network. Sulle pagine Facebook di Francesco e Michela, che è ancora ricoverata al Sant’Anna, continuano a posarsi le fotografie e i pensieri dei momenti belli passati insieme, le espressioni di cordoglio, le manifestazioni di affetto per i familiari. Elena e Linda, le due sorelle, hanno postato una foto della camera del giovane con un collage di immagini, un mazzo di fiori e alcuni grandi fogli che riportano una scritta: «Siamo tutti con te».

Intanto Barbara Paron, sindaco di Vigarano Mainarda, il comune dove abita Michela Berveglieri, si dice d’accordo con la proposta del papà della fidanzata di Francesco: «Limitare gli orari di apertura dei locali non è impossibile. A Vigarano lo abbiamo fatto, e non è detto che il settore debba per forza subire danni irreparabili». (gi.ca.)

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google